La gang dell’Ave Maria distrugge Torrione Polemiche e preoccupazioni dei residenti

Scritto da , 19 marzo 2018
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Erika Noschese

La gang dell’Ave Maria. Sembra essere questo lo pseudonimo utilizzato da una banda di ragazzini che, già da diverso tempo, sta distruggendo piazze e parchi pubblici in città.In particolare, la zona più colpita sembra essere quella di Torrione. Il parco giochi di via Galloppo, infatti, è stato preso di mira da questa banda di incivili: come si nota dalle foto scattate da Guglielmo Gambardella, le giostrine per bambini infatti sono state distrutte, rendendole inutilizzabili oltre che pericolose non solo per i più piccoli, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini che abitualmente frequentano il parco per passare del tempo in compagnia dei loro figli. Le altre giostre, invece, sono state imbrattate con scritte poco chiare e l’immancabile firma che li contraddistingue, rendendo ormai “noto” il gruppo. Situazione identica anche ai giardini pubblici di Torrione, già in passato preso di mira da stranieri provenienti dall’est Europa che utilizzavano la fontana lì presente per radersi. Al momento, non si ha alcuna certezza sugli autori di questi gesti incivili ma visto il metodo utilizzato nell’imbrattare pare possa trattarsi dell’ormai nota gang dell’Ave Maria. Da tempo, ormai. i residenti di Torrione chiedono più controlli e l’istallazione di video telecamere di sicurezza per fermare questi scempi e individuarne gli autori. Salerno ormai sembra vivere nel degrado assoluto, in special modo tra la zona Orientale e i rioni collinari. Ciò che manca, nei cittadini, sembra essere il rispetto verso la cosa pubblica, verso luoghi e oggetti che non sono privati ma alla mercé di tutti e in quanto tale, basterebbe quantomeno evitare di distruggerli. Ma, trattandosi della gang dell’Ave Maria le probabilità che si tratti solo di una “ragazzata” sono molto alte: non è tanto la volontà di distruggere le giostre quanto l’immaturità di comprendere che si tratta, per l’appunto, di un bene appartenente ai salernitani.

 

Foto Guglielmo Gambardella

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