“La festa di San Matteo? Sarà vissuta in forma spirituale per i troppi rischi»

Il Duomo è il principale luogo di culto a Salerno. Leggenda e storia qui, si trovano insieme. L’aggraziata narrazione e l’osservazione fedele dal 1080 d.C. vennero gradatamente fusi fino ad arrivare ad oggi. E forse ciò non sarebbe avvenuto senza la bellezza che caratterizza la Cattedrale. Le opere contenute, infatti, non intendono proclamare una verità solenne come le statue delle Chiese maggiori, piuttosto ispirare amore. Dettagli unici testimoniano le influenze dell’arte italiana nel periodo bizantino-normanno. La torre imponente risuona delle otto campane ciascuna appartenente ad un’epoca a riecheggiare la sua storia. L’istituzione della Chiesa salernitana è disposta su un unico filo, tenuto per un capo dai monaci medioevali e teso dall’instaurarsi di una tradizione fondata su solidarietà e prestigio. Solidarietà significa assumere un atteggiamento che risponde ai sentimenti di comunione. La posizione di rilievo, conferita dalla reputazione, è il prestigio: il Duomo rispecchia questi due capisaldi. I fedeli di tutto il mondo che si abbandonano alla contemplazione della struttura, possono sentirsi vicino al mistero della fede. La Cattedrale ha sopportato nei secoli diversi rifacimenti, dovuti ai sismi e ancora una volta l’esperienza del Covid19. Nella religione cattolica, da sempre sussiste questa gerarchia: chi osserva i comandamenti, chi fa del suo meglio per rispettarli e infine chi ‘sa’. Don Michele Pecoraro (73 anni), parroco del Duomo da ormai 5 anni, appartiene a quest’ultima categoria, la più autorevole e oggi ci mostra il suo punto di vista e le novità che ci aspettano dopo la pandemia. Come avete vissuto l’Indulgenza Plenaria che Papa Francesco ci ha concesso? “È stato un periodo di chiusura quindi è stata un’Indulgenza piuttosto personale. Molti fedeli fanno la confessione ogni settimana e anche noi ecclesiastici. Il Papa nella sua bontà, capendo che fosse impossibile mantenere questa abitudine, l’ha concessa prendendosi un’enorme responsabilità. La confessione più che una lista di peccati è un Sacramento, un’immersione nella Misericordia di Dio per fare esperienza di questo amore e provare a rinnovarci attraverso questa. Si passa dall’uomo al Risorto così come noi tutti abbiamo fatto in quarantena dandoci un’opportunità di riposo. Io stesso, durante la pandemia, ho parlato con Dio che mi ha concesso di essere qui oggi a celebrare la messa e parlare di lui.” Quali misure preventive adotterete per la processione di San Matteo? “Per la festa di San Matteo sono già uscite le disposizioni e noi ci atterremo a queste. Limiteremo tutte le realtà esterne, assembramenti di ogni tipo. Ovviamente, le processioni che si riversano a Salerno, dove l’anno scorso, vi erano 100 mila stanti, possono essere un rischio per la salute dei cittadini. I vescovi della Campania in armonia con la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) hanno stabilito delle norme per le feste patronali senza manifestazioni esterne. Verranno vissute in modo più spirituale e si vedrà chi ama davvero il Santo. Si distinguerà chi fino ad ora si è lasciato catturare dal clima allegro dei festeggiamenti da chi ha un reale rapporto con la fede. Venendo solamente in occasione delle feste questa relazione non può istaurarsi con sincerità. Io adoro cantare, fare concerti, però se questi vengono fatti solo per mettersi in mostra, diventano negativi. La fede consiste in tutt’altra cosa. Attualmente la Chiesa e sotto sforzo, ci vorranno anni per cambiare questa mentalità sbagliata. Nonostante la figura di San Matteo sembri affascinare ancora tutti, i giovani rifiutano la religione perché appare inconsistente. A cosa servono questi gesti se poi non vengono vissuti tutti i giorni con una coscienza pura improntata alla giustizia e misericordia? Le persone che entrano ad ascoltare la messa e non lo fanno con il cuore tornano a casa senza che nulla sia cambiato. Così chi entra ladro esce ladro, perché deve incontrare il Signore così come ha fatto San Matteo. Nel suo Vangelo racconta con semplicità che Gesù passando per il banco delle imposte e vedendolo seduto gli disse: ‘Alzati’ e da quel momento lui lo seguì per sempre.” Il 21 agosto come consuetudine si terrà l’Alzata del Panno. Quali cambiamenti ci saranno? “Di solito la cerimonia si celebra in cripta. È seguita poi dalla processione con il Panno di San Matteo, il percorso che porta alla Alzata in cattedrale e la celebrazione con la parola del Vescovo. Quest’anno non si potrà fare tutto questo e l’appuntamento sarà solo Duomo dove potranno entrare circa 400 persone riempiendo le navate laterali, sempre nel rispetto delle norme. La sorpresa sarà un Panno nuovo ma antico, che risale a più di cento anni fa e ricamato da autore salernitano. L’opera la cui finezza artistica è senza precedenti, è stata ritrovata nell’Abbazia di San Bartolomeo e restaurata grazie all’Inner Wheel, associazione femminile legata al Rotary Club.” Come avverrà la celebrazione dei Sacramenti? “Nella nostra Cattedrale non c’è paura perché gli spazi possono accogliere molte persone con le dovute distanze. È già un mese che in Duomo celebro i battesimi. Tra un po’ celebreremo i matrimoni anche se la maggior parte sono stati spostati all’anno venturo dagli sposi. Per la Santa Eucarestia speriamo che entro settembre, quando ci sarà la ripresa totale delle attività, i ragazzi che dovevano riceverla potranno festeggiarla. A giugno inoltre, circa settanta ragazzi sono stati cresimati ma una possibile esecuzione resta ancora incerta”. In che modo la fede può esserci d’aiuto in questo momento? “La chiesa può giocare un ruolo determinante. Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita”. La via per non smarrirsi, la verità che fa da guida e la certezza della vita stessa. Specialmente oggi, dopo l’esperienza della pandemia, chi ha avuto una carica spirituale più forte di fronte alle sofferenze si è irrobustito. La nostra parrocchia è piccola e sta sempre più rimpicciolendosi. Questo accade perché la diffusione dei bed and breakfast nel centro storico non permette che vi siano dei cambi generazionali. La maggior parte dei ragazzi, sono sprovveduti, spesso vogliono tutto e subito non hanno la pazienza di attendere e pensare con serenità. Molti, forse per moda, si dichiarano atei, sono attaccati ai beni materiali, senza considerare che un domani tutto questo non verrà via con noi. Ascoltare la parola del Signore concede di vivere una dimensione in più e di capire a pieno il senso della vita.”