La disobbedienza dei commercianti “Oggi non chiuderemo alle 18”

Scritto da , 26 Ottobre 2020
image_pdfimage_print

di Erika Noschese

Secondo giorno di protesta per i commercianti salernitani che, ieri sera, sono scesi nuovamente in piazza Sant’Agostino per esprimere il loro dissenso nei confronti del nuovo decreto firmato, nella mattinata di ieri, dal presidente del consiglio Giuseppe Conte. Una piazza gremita ma non sono mancati gli appelli al rispetto delle regole ma, più di tutto, a non sfociare in violenza. Verso le 22.30 alcuni manifestanti hanno messo un po’ di musica, forse anche per attirare l’attenzione ma tutto è andato per il meglio, tentando di rispettare in toto le leggi anti contagio. Passando per i vicoli del centro storico però non sono mancate forme di assembramento. Al centro storico, soprattutto, un gruppo di persone guardava la partita di calcio, senza rispettare il distanziamento sociale. “C’è un malessere sociale ed economico, il virus ha trascinato con sé una serie di problematiche legate al diritto al lavoro e in questo momento lo Stato italiano deve rilanciare le politiche occupazionali, per il rispetto dei diritti”, ha dichiarato Mario Napoli, cittadino salernitano presente in piazza nella serata di ieri. “Non dobbiamo avere paura di questa cosa che ormai sta svanendo nel nulla – ha aggiunto Napoli – Lancio un appello alle Regioni e allo Stato affinchè rilancino il diritto al lavoro per evitare disastri”. Nel corso della manifestazione di protesta è stato più volte ribadita la necessità di rispettare le regole perchè, ha detto un manifestante, “dobbiamo fare bella figura e non dobbiamo creare problemi alle forze dell’ordine”. A ribadire la volontà di una manifestazione pacifica è Mauro Avallone: “La nostra è una protesta pacifica, non vogliamo creare casini, siamo scesi per chiedere il rispetto del nostro lavoro ma questi orari non ci consentono di mandare avanti le nostre attività – ha dichiarato – A questo punto meglio la chiusura, ci dessero i soldi per mandare avanti le nostre famiglie, per pagare gli affitti, per mantenere gli operai. Siamo ad un punto di non ritorno: la situazione è grave e non si possono prendere queste misure, siamo sull’orlo del fallimento ma le tasse le dobbiamo pagare”. I manifestanti hanno ringraziato i cittadini per essere presenti in piazza, a sostenere e portare avanti le loro battaglie. “Siamo di Pontecagnano, siamo qui per voi”, ha urlato una donna. Ad un certo punto è stata quasi sfiorata la rissa tra due manifestanti; presente in piazza anche il consigliere di minoranza Antonio Cammarota, intervenuto prontamente per sedare gli animi. Polemiche anche per la presenza di persone in piazza che bevevano alcol nonostante il divieto imposto dall’ordinanza del governatore De Luca e dal nuovo Dpcm. “Chiunque abbia interessi diversi dalla protesta pacifica è invitato ad andare via”, hanno aggiunto alcuni partecipanti, sottolineando la necessità di avere aiuti da parte dello Stato per provare ad andare avanti. “Ci stanno creando disagi e da questo momento lo faremo noi, creeremo disagi a loro perchè i nostri figli sono stati chiusi in casa tre mesi – ha aggiunto – Dopo mesi di pandemia ci ritroviamo al punto di partenza, senza aiuti e senza la possibilità di andare avanti”. Più volte è stata invocata la “libertà di lavorare”. Al ministro Conte chiedono di pagare le buste paga al 100%, sostegno per il fitto, le utenze: “non c’è stato nessun caso di contagio nei nostri locali, scenderemo in piazza tutti i giorni in piazza se necessario ma il mondo deve sentire la nostra voce”. I protestanti si sono poi incamminati lungo via Roma al grido di “libertà, libertà”. Ad un certo punto della protesta, i manifestanti hanno chiesto al consigliere Antonio Cammarota, di andare via, cosa che ha fatto sotto “tutela” delle forze dell’ordine con cui c’è stato qualche screzio tanto che i partecipanti hanno gridato “via, via la polizia”. Ad un certo punto, la protesta si è sdoppiata: da un lato i commercianti pacifici che hanno percorso strade interne e dall’altro un gruppo di persone, verosimilmente semplici cittadini non appartenenti al mondo del commercio che hanno esploso petardi per strada e lungo i vicoletti del centro storico, lanciando i cestini dell’immondizia. La protesta è giunta ancora una volta in piazza Portanova: i commercianti hanno urlato a più riprese di non rispettare l’ordinanza: “Domani (oggi per chi legge ndr) dalle 18 dobbiamo stare tutti aperti, non dobbiamo chiudere le attività, non possiamo chiudere senza aiuti”, scatenando l’ira di alcuni partecipanti, fino a sfiorare una seconda rissa. Intanto, non si esclude che oggi i commercianti possano bloccare l’autostrada NapoliSalerno in segno di dissendo verso le nuove direttive imposte dal governo centrale. La manifestazione è andata avanti fino a tarda notte ma ad un certo punto alcuni cittadini hanno proposto di “andare sotto casa del governatore De Luca”. La manifestazione pacifica, invece, si è fermata in piazza Portanova , senza “mischiarsi” ai partecipanti più agguerriti, anche in segno di rispetto verso le forze dell’ordine. Un lungo applauso ha accompagnato la proposta di non chiudere e lasciare aperte le attività, continunando a lavorare anche oltre l’orario consentito. “La vera protesta è questa, restare aperti tutte le sere ma ricordiamoci sempre che la nostra è una protesta pacifica”, hanno poi aggiunto. Intanto, questa mattina i manifestanti potrebbero essere sotto Palazzo di Città per manifestare ancora una volta. “Dobbiamo rivendicare la nostra libertà”, hanno più volte dichiarato.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->