La discarica a Patierno rilancia l’allarme ambiente

Scritto da , 26 novembre 2018
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di Red.Cro.

La complessa vicenda che riguarda l’impianto di trattamento di materiale legnoso in località Trivio a Castel San Giorgio rilancia l’allarme ambientale che vivono i residenti della zona per una discarica nella zona denominata “Paterno” proprio dopo l’antico palazzo storico dei De Conciliis oramai fatiscente e in decadenza.
Per comprendere meglio ciò che si vive nella zona zona, va necessariamente fatto un riepilogo di quello che è accaduto negli ultimi anni e di come, quella che è considerata la peggiore amministrazione del paese, quella guidata dall’ex sindaco Pasquale Sammartino e della sua osannata, ma nei fatti evanescente assessore all’Ambiente, non abbiano fatto nulla per accertare la verità. Anzi!
Durante l’amministrazione Longanella nella zona in un terreno adibito a discarica furono rinvenuti materiali tossici. L’allora amministrazione fece effettuare, su disposizione dell’Arpac alcuni carotaggi per verificare meglio lo stato di inquinamento e la pericolosità del materiale interrato. I carotaggi misero in evidenza un dato allarmante, ma gli organismi deputati a determinare con certezza lo stato delle cose chiesero altri carotaggi e analisi più approfondite. Nel frattempo l’amministrazione Longanella arrivò alla fine del mandato e alle elezioni fu sconfitta dalla coalizione messa insieme dal Pd e guidata da Pasquale Sammartino che affidò l’assessorato all’ambiente a Maria Giovanna Di Leo. (In verità quasi tutte le deleghe più importanti di quella amministrazione furono affidate alla Di Leo che era considerata di fiducia assoluta del padre padrone del Pd Andrea Donato).
L’amministrazione Sammartino e l’assessore “Onnipotente” in un anno e mezzo non trovò il tempo di effettuare i successivi e definitivi carotaggi e neanche si costituì in giudizio contro la sospensione chiesta dal proprietario dell’area. Insomma, grazie a Sammartino e alla sua assessore onnisciente e onnicompetente, i cittadini di Trivio continuano a convivere con quella discarica, continuano a dover subire il pesante carico inquinante messo in luce dai primi carotaggi e non sanno ancora cosa di veramente tossico è stato interrato in quell’area e chi è il responsabile di un simile scempio.
Affare elettorale sulla pelle dei cittadini? Perchè non si poteva agire contro il proprietario dell’area? Perchè l’assessore così solerte a cambiare gestione al servizio di raccolta dei rifiuti si disinteressò della vicenda? Perchè Sammartino, che è anche medico, fece come le tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo)? Cosa si nasconde dietro quella vicenda tornata ora alla ribalta con l’impianto di trattamento di materiale legnoso a pochi passi dalla scuola materna? La discarica è ancora lì e se ci sono rifiuti tossici questi continuano a liberare nel terreno e nell’aria il loro carico mortale. Alla faccia delle chiacchiere e di chi oggi critica avendo già dimenticato cosa accadde appena due anni fa.

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