La denuncia: “Le scuole non pubblicano i contratti di supplenza e chiamano chi non ha diritto”

Scritto da , 16 Ottobre 2021
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di Monica De Santis

“Violazione dell’obbligo di trasparenza”, capita anche questo in molte scuole salernitane e in buona parte di quelle della Campania. A denunciare il tutto S.V. (queste le sue iniziali) di Campagna psicologo e neolaureato in Scienze della formazione primaria. L’uomo insieme ad un gruppo di colleghi neolaureati ha dunque denunciato “una gravissima irregolarità che caratterizza le istituzioni scolastiche del territorio campano in termini di violazione dell’obbligo di trasparenza. Tale comportamento, oltre ad essere contrario alla legge (D.lgs n. 33 del 14 Marzo 2013; legge n. 69 del 18 Giugno 2009; D.lgs n. 297 del 16 Aprile 1994), è gravemente lesiva nei confronti di chi vorrebbe esercitare un controllo sulle funzioni istituzionali svolte e invece ha le mani legate davanti alle irregolarità che si stanno commettendo nelle scuole e che potrebbero compromettere il nostro futuro”. Secondo quando segnalato dal neo laureato e dai suoi colleghi “Le istituzioni scolastiche sono obbligate a pubblicare nelle sezioni albo pretorio e amministrazione trasparente gli ultimi contratti di supplenza stipulati (“per favorire forme diffuse di controllo” dice la legge), ma il 70% delle scuole non adempie a tale dovere”. Il perchè questo non avviene è stato spiegato ai neolaureati che recandosi in alcuni plessi hanno posto la domanda con un laconico “non abbiamo tempo”. Una risposta questa che ovviamente non può e non deve essere accettata dagli aspiranti docenti che a causa di questa “mancanza di tempo” non riescono a capire come avviene realmente la nomina dei supplenti all’interno di questi plessi scolastici, nello specifico i denuncianti si riferiscono alle scuole materne e primarie. Ma quali sono le conseguenze per questi giovani neolaureati? A spiegarlo è lo stesso S. V. “A causa del cattivo funzionamento della piattaforma SIDI (usata per convocare i docenti per le supplenze) le scuole hanno bonariamente nominato persone di terza fascia, saltando gli elenchi aggiuntivi di seconda fascia, pertanto alcune persone si sono ritrovate ad insegnare a danno di altre, collocate in posizione più utile. Un episodio del genere ad esempio è capitato proprio poche settimane fa in una scuola di Sala Consilina. Ovvimente inutile dire che abbiamo anche provato a chiamare la scuola per avere delle spiegazioni, ma al telefono non risponde mai nessuno. E intanto la persona inserita nella graduatoria di terza fascia, chiamata per la supplenza, continua a guadagnare punteggio e soldi e chi come noi è inserito in seconda fascia resta fuori”. S.V. spiega anche che “Il fatto è venuto alla luce solo casualmente, tramite passaparola e se non fosse venuto alla luce tali docenti avrebbero terminato il loro mandato e conseguito stipendio e relativo punteggio a danni di colleghi che si trovano in graduatoria prima di loro. Non è possibile che il controllo pubblico debba essere effettuato tramite passaparola – spiega ancora il neolaureato – e che le scuole continuino a non rispettare tale obbligo nonostante le continue segnalazioni tramite PEC e le telefonate ricevute. La pubblica amministrazione continua a gestire le relative istituzioni come una salumeria di famiglia, senza tenere conto delle leggi e delle regole che vi sono”.

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