La denuncia di Nino Vincensi: «Pagata una mazzetta per l’Augusteo»

di Andrea Pellegrino «Abbiamo dovuto pagare ad un tizio per utilizzare il Teatro Augusteo». La denuncia è di Nino Vincensi, presidente dell’associazione Croce del Sud che racconta la sua disavventura durante l’allestimento del teatro comunale – regolarmente concesso dal Comune – per l’esibizione del musical “Jesus Christ Superstar”. In una nota inviata all’attenzione dell’amministrazione comunale, Nino Vincensi rappresenta tutte le difficoltà: «Un’esperienza devastante non solo dal punto di vista logistico, dove i nostri tecnici hanno dovuto fare salti mortali affinché tutto andasse nel verso giusto, ma altresì da un punto di vista organizzativo e di cattiva gestione da parte di coloro che, a titolo diverso, girano attorno a tale struttura». Ed infatti il presidente dell’associazione “Croce del Sud” dice: «Faccio presente che quando viene concesso uno spazio, sia esso a titolo gratuito, sia esso a titolo oneroso, tale spazio deve rimanere a disposizione dei provvisori conduttori, per quanto necessario alla preparazione della manifestazione, per il periodo concesso. È irritante vedere un personaggio che gira, non sappiamo a quale titolo, all’interno del teatro, ciondolando le chiavi della struttura stessa come se ne fosse il proprietario, abbandonando oltre 40 persone senza supporto e col teatro chiuso, accessibile esclusivamente attraverso un unico ingresso laterale, lasciando al buio l’ingresso principale, utile invece all’attivazione del botteghino, e con tutte le uscite di sicurezza serrate. Tale individuo, che si reclama titolare di una ditta privata che fornisce attrezzatura al Comune di Salerno, ma allo stesso momento, a seconda delle esigenze, dichiara di essere un dipendente della Salerno Solidale, ha fatto tutto quanto in suo potere per rendere ogni nostra operazione organizzativa complessa e difficoltosa. Non voglio denunciare quanto accaduto l’anno scorso perché lo reputiamo acqua passata, nonostante vi siano stati gli estremi per un’azione legale grave, ma anche quest’anno si è ripetuta la stessa situazione, e non possiamo, per dignità intellettuale, ignorare quanto di seguito esposto. Il soggetto in questione ha comunicato al sottoscritto, qualche giorno prima del nostro spettacolo, di aver smontato ogni quadratura relativa al palcoscenico, creando a tutti noi disagi notevoli. Solo alla promessa di un esborso di euro 500,00 il tizio ha garantito di ripristinare il tutto entro la data stabilita per il nostro ingresso in teatro. In varie circostanze, non ha permesso al cast di entrare nei camerini e spogliatoi una mezz’ora prima dell’orario pattuito, nonostante fosse presente dinanzi al teatro, lasciando i ragazzi al freddo e sotto la pioggia». Ma ancora denuncia: «Durante la prima rappresentazione del sabato, il “proprietario” dell’Augusteo si è allontanato, abbandonando i nostri tecnici alle prese con una problematica all’illuminazione del teatro che ha fatto slittare la ripresa dello spettacolo di quasi 30 minuti. Per tale ritardo, i vigili del fuoco hanno richiesto l’integrazione dei costi di assistenza che ovviamente si sono protratti oltre il tempo stabilito. Questo ha rappresentato un danno per l’Associazione che dovrebbe sborsare a questa persona cinquecento euro; per quali servizi?! I registi più volte gli hanno chiesto cortesemente di lasciare le porte accessibili per le prove necessarie, senza ottenere alcun risultato, anzi dovendo intavolare discussioni con un individuo che ha assunto atteggiamenti di non collaborazione, anzi ostacolativi». Inoltre, prosegue: «Abbiamo dovuto versare, pena il non ingresso in teatro, circa 300 euro per l’assistenza della polizia municipale per le giornate del sabato e della domenica. Naturalmente, dei vigili urbani neanche l’ombra. Altro danno per l’associazione». Ma non è tutto. «L’ufficio licenze del Comune di Salerno – racconta ancora Vincensi – ha richiesto la documentazione solo pochi giorni prima dello spettacolo, creando ulteriori disagi. Da una scrivania all’altra dello stesso ufficio comunicano indirizzi email diversi perché sarebbe stato un dramma buttare l’occhio sul monitor della collega che siede accanto… richieste di documentazione che sono continuate anche dopo la messa in scena dello spettacolo. Purtroppo, devo esprimere la mia vergogna per tutto quanto accaduto nei confronti di professionisti che sono abituati a lavorare in tutt’altro modo».