“La Dad rischia di creare seri danni allo studente, dalla dispersione scolastica a disagi psico emotivi”

di Pina Ferro

Da quando l’emergenza Coronavirus ha costretto la scuola a rendere il servizio scolastico fruibile solo a distanza, bambini, adolescenti e ragazzi, si sono dovuti adattare a una scuola che li ha “distanziati” dal sociale e che ha reso uno schermo e delle chat/piattaforme l’unico modo per interagire con i docenti. Questo ha creato un contesto emozionale molto delicato, che sta mettendo a dura prova le tradizionali strategie di insegnamento e che rischia di destabilizzare i minori in quanto individui in formazione ed emotivamente più vulnerabili. I ragazzi davanti allo schermo affrontano quotidianamente insicurezze e paure che troppo spesso non riescono abilmente a gestire, col rischio di creare demotivazione, dispersione scolastica e disagi psico- emotivi più o meno gravi”. A fare il punto della situazione su cosa stanno vivendo gli studenti che che, a seguito della pandemia, si sono approcciati alla didattica a distanza sono gli avvocati del Foro di Salerno Orlando Caponigro e Antonella De Luca dell’omonimo studio legale. Una novità che sicuramente ha avuto non pochi effetti sugli studenti. “Il Miur (ministero pubblica istruzione) e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – spiegano i due legali – il 6.aprile 2020 ha istituito una mini-guida intitolata “Didattica a distanza e diritti degli studenti”, evidenziando che: “l’emergenza Coronavirus oltre a coinvolgere la sfera sanitaria, colpisce la sfera psicologica ed emotiva di tutti, anche dei minori, con conseguenze negative soprattutto per i più fragili”. Il Miur, sulla base di questa consapevolezza, nel marzo 2020 ha elaborato delle note per ribadire i diritti dei minori già consacrati in norme costituzionali, nazionali e nella Convenzione Onu dei diritti del Fanciullo, con un richiamo espresso all’uso del buon senso da parte dei docenti in considerazione della Dad. Il Miut ha ricordato l’importanza di valutazioni costanti, tempestive e trasparenti ai sensi della normativa vigente (Decreto presidente della Repubblica 122/2009 e Decreto Llegislativo n 62/2017), ma più ancora del buon senso didattico: “se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio (frustrazione, disagio, senso di inadeguatezza) …la valutazione ha un ruolo di valorizzazione dello studente, di indicazione di approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa” (cfr. nota Miur  279 e  388 del 2020)”. Il Ministero ribadisce il dovere alla valutazione da parte del docente, come competenza propria del profilo professionale, e il diritto alla valutazione dello studente, come elemento indispensabile di verifica dell’attività svolta e del successo formativo che nell’ambito della DAD deve essere strettamente gestita secondo il buon senso”.I legali soffermano l’attenzione anche: «In riguardo ai tempi di fruizione del servizio scolastico, come per la didattica in presenza anche in Dad si fa riferimento all’annuale calendario scolastico decretato dal Miur. Ne consegue che i docenti possono interagire con i minori nei giorni e nelle ore in cui “le porte della scuola restano aperte”. Pertanto, si ritiene che nei giorni festivi e di domenica il servizio scolastico non sarà fruibile né in modalità asincrona né sincrona, diversamente la scuola rischierebbe di violare privacy e riservatezza dei minori, e diritti fondamentali come l’articolo 31 della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (diritto al gioco e al tempo libero); l’articolo 16 (diritto alla protezione del fanciullo da interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenze); l’articolo 12 dich. Universale dei diritti dell’uomo e libertà fondamentali (nessun individuo può essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella vita privata, nella vita di famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni… ogni individuo ha diritto ad essere tutelato contro tali interferenze o lesioni); l’articolo 7 e 8 Cedu (rispetto dell’individuo alla propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni).
Il Miur ha dedicato attenzione anche alla tutela dei dati personali del minore rispetto alla didattica a distanza. Con nota numero 388 del 2020 ha disposto che le istituzioni scolastiche sono tenute ad informare gli interessati delle finalità specifiche per le quali vengono trattati i dati personali in relazione alla didattica a distanza ex 5 e 6 Reg. Ue 2016/679, garantendo che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale sottoscrivano specifico consenso informato. 8 reg. 679/2016 (es. le piattaforme/chat/videochat utilizzabili).
Tuttavia, nel quotidiano della Dad emergono innumerevoli disagi per i minori che la legge non riesce puntualmente a disciplinare. L’ansia di un adolescente che non si riesce a caricare un elaborato su una piattaforma didattica, la tensione e il senso di inadeguatezza di un minore che deve affrontare un’interrogazione in lingua straniera attraverso uno schermo che rimanda la voce “a singhiozzo” dell’insegnante per un deficit di connessione. Questi sono solo dei rapiti esempi delle innumerevoli casistiche. I voti attribuiti non corrisponderanno mai alla reale preparazione dello studente se il docente non usa buon senso, lo stesso buon senso richiesto dal MIUR al fine di evitare situazioni pregiudizievoli ad una equilibrata crescita psico-emotiva dei minori. Buon senso che trova il suo connubio perfetto nella necessità di una maggiore collaborazione».
scuola/famiglia.