La crisi nella zona rossa di Ariano «Ecco quattro proposte al Governo»

Scritto da , 1 Aprile 2020
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di Andrea Pellegrino

Ariano Irpino è stata la prima zona ad essere dichiarata rossa dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Oltre 22mila abitanti in cui si è sviluppato un preoccupante focolaio di Coronavirus. Oltre l’evidente emergenza sanitaria c’è quella legata all’economia. Sono le 3000 partite iva, di cui 1000 nel commercio, 1000 agricoltura e 1000 imprese e artigiani. Tutte ferme dal 15 marzo. C’è anche una zona industriale e un comparto agricolo fortissimo che si estende su una lunga fascia. La Confcommercio di Ariano Irpino ha scritto al governatore Vincenzo De Luca e ora si rivolge ai parlamentari con quattro proposte. «Siamo discriminati rispetto alle zone rosse del nord, dove le misure economiche sono più efficaci rispetto noi ed auspichiamo ora che siano presi provvedimenti nel decreto di aprile», spiega Nicola Grasso, presidente della Confcommercio di Ariano Irpino. Nello specifico si chiede: «L’iniezione di liquidità diretta per dare ossigeno all’economia reale in sofferenza. Dare direttamente alle imprese le risorse necessarie per ripartire. In altri termini prestare danaro a tasso zero direttamente alle imprese evitando l’intermediazione delle banche». Ancora l’istituzione «di un reddito di quarantena, per tutte le attività ricadenti nella zona rossa». «Molti autonomi – prosegue Grasso – faranno domanda per l’indennizzo di 600 euro ma non è sufficiente, serve di più e, soprattutto, non una tantum, occorre che il beneficio sia prolungato per tutti i mesi di inoperatività delle attività». Terza proposta: «Va sicuramente riconfermata, anzi estesa al 100% per almeno 6 mesi, la misura del credito d’imposta sui canoni di locazione dei locali commerciali (cat.C/1). Vanno inoltre considerati questi benefit anche perle altre categorie catastali dove si svolgono attività lavorative, come ad esempio la Categoria C/3 per attività di laboratori artigianali, C/2 magazzini e locali di deposito, C/6 rimesse, autorimesse, A/10 uffici e studi privati, D/2 alberghi e B&B, D3 discoteche». Infine: «Un differimento al 30 settembre delle tratte ai fornitori in scadenza; moratoria degli insoluti bancari retroattività al 10 marzo, quando la regione Campania con ordinanza nr. 10 del 10 marzo 2020 e relativa proroga nr. 23 del 25 marzo 2020, ha ordinato la sospensione di tutte le attività sul territorio regionale fino al 14 aprile 2020». «Lo slogan che abbiamo coniato in questi giorni, con il Consorzio Irpiniacom Srl associato alla Confcommercio di Avellino – conclude Grasso – e che ha avuto sui social grande evidenza nazionale con quasi 100.000 contatti in pochi giorni, è: “Se incasso zero, posso pagare zero. Pagare debiti con altri debiti vuol dire fallire, noi invece vogliamo riaprire e per questo chiediamo aiuto”».

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