La cricca dell’algoritmo e i concorsi truccati

Scritto da , 29 ottobre 2018
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di Red. Cro.

TO GO WITH AFP FEATURE KUWAIT-IRAQ-US:
Members of the US Army 3rd Infantry return to their Bradly Fighting Vehicles (top) before assaulting a mock city during exercises 02 February 2003 at the Chinatown training base in the Kuwaiti desert, near the Iraqi border. AFP PHOTO/Paul J. RICHARDS

Durante le perquisizioni ai 15 arrestati del concorso degli scandali, quello per il reclutamento di 2013 volontari in ferma quadriennale nell’Esercito che si svolse l’11 febbraio 2016, truccato dalla vendita illegale a botte di migliaia di euro dell’algoritmo che consentiva di superare i quiz senza studiare e di avviarsi alla vittoria, i finanzieri del nucleo tributario agli ordini del colonnello Domenico Napolitano hanno rinvenuto in un cassetto una sorta di vademecum. Un prontuario matematico su come rispondere ai test. Un documento successivo al 5 luglio 2016, data spartiacque dell’inchiesta della Procura di Napoli perché coincide con le prime perquisizioni che svelano l’esistenza di una indagine e ‘bruciano’ l’algoritmo, rendendolo inutilizzabile. In quella data, infatti, l’ingegnere Claudio Testa, inventore dello schema logico-matematico finito nel mercato clandestino, e figlio della titolare di Irp srl, la società fornitrice dei test e delle banche dati per il ministero della Difesa, ritira dalle commissioni esaminatrici i plichi del concorso. E li sostituisce con plichi identici che contengono schede di altri quiz. Il Gip Liana Comella sospetta che non si tratti di una coincidenza. Testa giustifica la sostituzione per eliminare “errori di stampa” rilevati nei giorni precedenti e la commissione non verbalizza l’operazione. Da quel momento in poi, l’algoritmo originario non funziona più. E i ‘clienti’ che li compilano seguendo il metodo acquistato a caro prezzo, ottengono punteggi modesti. Grande è stata la meraviglia quando i finanzieri nei giorni scorsi hanno decodificato il prontuario. Era una sorta di secondo algoritmo. L’hanno provato sulle schede dei concorsi successivi e avrebbero dimostrato che conduceva a punteggi altissimi. Da vittoria sicura. Secondo gli investigatori, sarebbe la prova regina che la “cricca dell’algoritmo” non si era arresa alle prime avvisaglie dell’inchiesta. Ma si era riorganizzata ed avrebbe continuato a operare – e a lucrare denaro in nero – anche dopo aver sentito addosso il fiato della Procura. Il ‘secondo algoritmo’ finirà nel contradditorio tra le parti e spetterà ai giudici pronunciarsi sulla qualità dei nuovi indizi raccolti. Nel materiale sequestrato durante il prosieguo delle indagini è stato scoperto anche un kit di congegni elettronici, cuffiette e microspie per collegarsi con una centrale durante le prove Nell’inchiesta furono arrestati un uomo di Pagani e un giovane di Castel S. Giorgio scritte, dettare le tracce del concorso, ottenere le risposte in tempo reale. Dell’esistenza di questo sistema si faceva cenno nell’ordinanza cautelare. Sarebbe stato utilizzato, secondo i testimoni, per superare i concorsi della polizia penitenziaria e dei carabinieri. Anche quelli svolti nello stesso anno, il 2016. Ci sono anche due salernitani fra le 15 persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli. I salernitani coinvolti e finiti ai domiciliari sono un 60enne di Castel San Giorgio ed un 29enne di Pagani.

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