La colonna sonora dell’estate è un reggaeton cubanapoletano: Pariaton

Scritto da , 14 giugno 2018
image_pdfimage_print

I Quisisona inaugurano, oggi, il loro tour estivo con ospite El More con un video in cui Napoli incontra Cuba

 

Di OLGA CHIEFFI

I Quisisona, gruppo campano incontrano El More, cantante ballerino Cubano sulle note di un inedito reggaeton, una miscela esplosiva tra lingua spagnola e napoletana, un brano di estrazione cuba-napoletana, che canta la nascita di due giovani amori tra Capri e l’ Avana, dal titolo Pariaton. La band, composta da sette versatili musicisti salernitani Massimo Baldino, sax; Antonio Baldino, tromba; Gianfranco Bozzaotre, tasiere/basso; Corrado Orilia, batteria; la vocalist Lorenza Marmo e l’ unico napoletano della band il cantante Francesco Boccia, i quali da anni interpretano con originalità gemme della tradizione napoletana, italiana ed internazionale, allietando le notti capresi e quelle dei più famosi locali d’Italia, ha confezionato un intrigante video, in cui le immagini evocano gli splendidi luoghi delle due isole. Isole queste, che hanno nella loro essenza la musica, grandi pezzi di terra circondata dal mare, che trovano nella propria identità una incredibile forza creativa. Un’isola è, allo stesso tempo un luogo isolato, dai confini netti e non modificabili, dove certe energie sembrano concentrarsi ed esplodere, anche un luogo esposto a tutte le rotte, grandi stazioni simboliche di percorsi che attraversano i mari, abituate a ricevere, ad accogliere l’elemento straniero e ad assorbirlo, fino a trasformarlo in qualcosa di proprio. Non è esagerato dire che Cuba è la “madre” di gran parte delle musiche latine. Questa piccola isola è da sempre capace di generare la più potente e sensuale delle musiche, un vortice di energia tropicale capace di sublimare tutti i mali del mondo, le sofferenze, la paura della morte, musica che nasce dalle segrete scintille della vita. Sarà il ballerino e cantante El More l’anima sudamericana di questo reggaeton, una ormai ultratrentenne forma musicale, che mescola la musica giamaicana, influenzata da ritmi reggae e dancehall, a quella dell’America Latina come la bomba e la plena e che incontra in Pariaton la tradizione napoletana, in una fonte di schegge, susseguentisi come riverberi, attraverso la creazione di figure ritmiche speziate di esotismo. Isole, Cuba e la nostra Capri che evoca Napoli, “porose”, che hanno assorbito tutto, riuscendo a rimanere in fondo se stesse, malgrado siano state contaminate, nel tempo, da sonorità appartenenti ad altre culture e ad altri generi musicali, la melodia cubana come quella napoletana sono riuscite a conservare un loro codice di riconoscimento, un proprio DNA, quel “profumo”, che le rende inconfondibili. Musiche e versi che con i loro contenuti hanno raccontato semplicità ed erotismo, essoterismo e magia, rituali sacri e profani, feste popolari.  Queste le madri musicali di questo Pariaton, che è un brano strutturato per raccogliere energia, per comunicarla, “dividerla” e restituirla collettiva, attraverso la danza, una musica che non separa mai il divertimento e l’ “impegno”, anche quando è apparentemente priva di significati. Ma le armonie di Pariaton sanno anche rinverdire i fasti del famoso Rangio Fellone, con i ballabili degli anni Cinquanta, che strizzavano l’occhio allo swing, tra tempi di beguine e moderati slow, dolci melodie e parole sussurrate nel nostro musicale dialetto, adatte al ballo guancia a guancia, in una notte di luna caprese, che ci accompagneranno in questa lunga e calda estate.

Consiglia

Lascia un commento

Puoi eseguire il login con Facebook

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per completare inserire risultato e prosegui * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->