La Cassazione conferma la sentenza a 20 anni per Bisogni e Mogavero

Scritto da , 3 Dicembre 2020
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di Pina Ferro

Pizzo e spaccio di droga nella Piana del Sele e nei Picentini: la Cassazione conferma la condanna a carico di Sergio Bisogni e Francesco Mogavero a 20 anni di reclusione ciascuno con la diminuente del rito. Gli ermellini, nella tarda serata di ieri a conclusione della camera di consiglio, hanno rigettato il ricorso presentato dagli avvocati dei due imputati, gli avvocati Luigi Gargiulo (Bisogni) e Paolo Toscano (Mogavero). Per Sergio Bisogni il procuratore generale al termine della requisitoria aveva chiesto l’annullamento del giudizio emesso in precedenza. I giudici della Suprema Corte hanno invece accolto il ricorso per Gioacchino Verderame, difeso da Costantino Cardiello. Annullamento con rinvio alla Corte d’Appello. Verderame era stato condannato nel merito a 11 anni. Il dispositivo completo con le decisioni assunte dai giudici del terzo grado di giudizio sarà reso noto nella giornata di oggi. L’intero sodalizio, affiliato al clan Pecoraro – Renna fu sgominato dalle indagini della direzione distrettuale antimafia. L’attività investigativa fece emergere come attraverso attentati, minacce e lesioni il sodalizio aveva imposto l’egemonia sul trasporto su gomma dei prodotto agricoli della Piana del Sele. In particolare, doveva essere scelta l’azienda di trasporti della famiglia Mogavero e guai a rifiutarsi sarebbero seguiti attentati incendiari o spedizioni punitive ai danni di autisti e non solo. Gli stessi metodi violenti venivano utilizzati anche nella gestione e detenzione delle piazze di spaccio dove passavano chili e chili di stupefacenti. Otto le piazze create e affidate ad altrettanti gruppi che facevano capo a Sabino De Maio, che oggi da collaboratore di giustizia sta svelando agli inquirenti l’intero assetto e l’organizzazione del sodalizio che vedeva al vertice oltre a De Maio anche i gemelli Bisogni e Francesco Mogavero. Il traffico di droga e l’egemonia sul trasporto su gomma fu azzerato dalle due distinte operazioni della Procura Antimafia e denominate Omnia e Perseo. I due filoni, che vede gli stessi imputati, sono stati riuniti in un unico procedimento.

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