“La camorra va affrontata con la repressione, la povertà non può e non deve essere un alibi”

Il taglio del nastro di #Giffoni50Plus è stato affidato, come annunciato nei giorni scorsi, ieri mattina, al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che davanti ad una nutrita rappresentanza di autorità, a partire dai sindaci dei Comuni del comprensorio non ha voluto rinunciare a dare il suo personale saluto e il suo personale augurio alla kermesse. A seguire nella Sala Truffaut l’incontro con i giurati e con i ragazzi della sezione Impact! “Abbiamo visto queste belle immagini del festival ai tempi in cui ci si poteva abbracciare. Oggi -sottolinea De Luca- questo non è possibile ma non dobbiamo scoraggiarci né abbassare la guardia. Siamo in Italia l’unica regione in cui resta l’obbligo di indossare la mascherina anche all’esterno. Non è un martirio ma un aiuto importante ad impedire il contagio”. “La libertà -chiude il cerchio il governatore- non può esistere se scollegata al principio di responsabilità. Una democrazia che non tenga insieme libertà e responsabilità è destinata a morire. Abbiamo bisogno di una grande presa di coscienza e di completare il ciclo di vaccinazione. In questa ultima parte di luglio ed inizio agosto completeremo per poi avviare una campagna di massa nel mese di settembre. E’ la precondizione per riaprire le scuole in presenza”. De Luca alza il tiro e va all’attacco: “La Campania ha ricevuto meno vaccini di tutte le altre regioni. E’ uno scandalo nazionale. Sono l’unico che ha combattuto per superare questa vergogna. Sicuramente è anche colpa del Sud per gli esempi storici di cattiva amministrazione ma è altrettanto vero che oggi non ci sono spinte ideali tali da reggere la battaglia per superare il divario tra nord e sud, non solo in campo sanitario”. Il governatore della Campania tira in ballo i fondi europei: “Abbiamo fatto una battaglia per una distribuzione piu equa. Qualche riscontro positivo c’è stato ma non nei termini necessari. Nel dopoguerra la questione meridionale è stato un tema che accomunava tutti i partiti. Tutto questo oggi non c’è più”. Il governatore della Regione Campania definisce la digitalizzazione una chimera a causa del non avvenuto ricambio generazionale negli enti pubblici e parla del reddito di cittadinanza come di uno strumento che “se per un verso è doveroso, per un altro verso rappresenta una misura disastrosa perché ogni contributo dello Stato va legato alla disponibilità a lavorare o a fare formazione”. Questo dovete del fare non riguarda solo i cittadini. “Abbiamo, purtroppo, una pubblica amministrazione a misura del non fare”. Sul punto rilancia: “Avevo immaginato una grande progetto che si chiama Rosa per mettere insieme Roma, Napoli e Salerno. In questa fascia di territorio si concentra la metà delle risorse storiche ed artistiche del mondo. Avremmo avuto bisogno di capacità inventiva per far crescere il reddito italiano ma non abbiamo spinta ideale in questo senso. Lo stesso vale per l’emigrazione giovanile che si contrasta realizzando investimenti. Il concorsone si è scontrato con livelli inimmaginabili di ottusità burocratica. Abbiamo realizzato la formazione per questi giovani a spese della Regione e ora andranno a lavorare in duecentocinquanta Comuni della Campania. Rifaremo un secondo concorso regionale perché dobbiamo ringiovanire la pubblica amministrazione”. Il presidente della Regione spiega che “l’ambiente è un obiettivo strategico. Vogliamo fare della Campania la Regione più verde d’Italia. Sembra impossibile ma possiamo farcela. Abbiamo un problema legato all’abusivismo. Su questo l’ideologizzazione del problema non aiuta”. Dal pollice verde a quello fumante. “La camorra la dobbiamo affrontare in due modi. Da un lato affermando la cultura delle regole e dall’altro la cultura dello Stato e della repressione, parola che uso senza alcun imbarazzo. La povertà su questo fronte non può essere un alibi. So bene che chi nasce in quartieri a rischio può già essere condannato. In questo caso bisogna intervenire con un programma specifico che spezzi la catena della vendetta che spesso alimenta il proliferare della delinquenza. Fatto il lavoro di recupero sociale, si arriva poi al punto in cui lo Stato deve fare la sua parte”. De Luca si rivolge direttamente ai giurati presenti nella sala Truffaut. “Nel passato ho distinto due concetti: la camorra ed il camorrismo che è l’uso violento delle immagini e delle parole. Ogni volta che scrivete qualcosa o lanciate un’immagine sui social, sappiate che dietro c’è un essere umano che va protetto nella sua dignità. valore di uno Stato è legato al valore degli individui che lo compongono. Dovete decidere con coscienza. Se vi trovate in gruppo, non vi fate condizionare. La logica del gruppo non ci deve spingere verso la stupidità”. “La pandemia -ha concluso il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – ci ha fatto riscoprire una gerarchia dei valori e dato una grande lezione. I beni considerati normali sono cose fondamentali per la nostra vita. Dobbiamo avere rigore e senso di responsabilità per tornare davvero alla gioia di vivere di un tempo, ad un sistema di relazioni degno degli esseri umani senza doversi proteggere da un saluto o da un abbraccio”

m.g.