l mistero dei dati sul monitoraggio ambientale nel Vallo di Diano

Scritto da , 30 ottobre 2018
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di Redazione Cronache

“I “segreti” dell’elicottero con il “pendaglio” che si aggirava nei cieli del Vallo di Diano nell’estate del 2014 non ancora svelati”. Comincia così la nota a firma di Roberto De Luca, responsabile Codacons del Vallo di Diano che dopo aver visto sulla nostra emittente un servizio relativo proprio alle attività di ricerca e alla richiesta di chiarezza sui dati emersi e tuttora “segreti” sul possibile inquinamento dei terreni nel Vallo di Diano. “I dati raccolti dal geo-radar per comprendere quali e quante sostanze siano state eventualmente sotterrate nei territori di quattro regioni del Sud ad alta densità mafiosa non sono in possesso del Ministero dell’Ambiente, ma delle ARPA Regionali e del Comando Carabinieri Tutela Ambiente, chiarisce Roberto De Luca. Per venire a conoscenza, limitatamente al nostro territorio, dei risultati del monitoraggio, il 23 settembre scorso abbiamo fatto richiesta, come sede locale del Vallo di Diano, di queste informazioni al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il 23 ottobre la Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero ha chiarito in un documento di “non detenere i risultati dei rilievi effettuati nell’ambito del Progetto MIAPI, pur avendo gestito il Progetto PON attraverso i propri funzionari, seguito la conduzione amministrativa dell’appalto e, attraverso un proprio consulente tecnico, svolto la direzione della esecuzione dell’appalto. I dati in questione sono transitati attraverso il CED del Geoportale Nazionale solo per consentire al Direttore Esecutivo del Contratto di verificare che le attività fossero rese in coerenza con il disciplinare di gara e trasferire i dati al Comando Carabinieri Tutela Ambiente ed alle ARPA Regionali, che, pertanto, sono gli effettivi destinatari/detentori degli stessi”.
Per questo il Codacons Vallo di Diano ha inoltrato un’istanza di accesso ai dati alle istituzioni competenti, con la speranza che dopo 4 anni si venga a conoscenza dei dati relativi allo “stato di salute” del nostro territorio.

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