Irene Avallone si racconta: «Per la Regina realizzammo un’anfora alta tre metri»

Scritto da , 10 marzo 2014
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A Vietri è un’istituzione Irene Anagliostu Avallone, una donna speciale che da sessant’anni lavora nel mondo della ceramica. Dalla scomparsa del marito, Pasquale Avallone, è lei che ha portato avanti, con impegno e passione, la fabbrica di Corso Umberto, fondata dal suocero Andrea Avallone, nella quale lavoravano circa trecento operai, e il negozio di Piazza Matteotti che ora cura insieme al figlio Vincenzo Avallone e al nipote Pasquale Avallone, che rappresenta la quarta generazione dei ceramisti Avallone, che nella loro fabbrica seguono ancora i metodi tradizionali di lavorazione. Sabato sera, nell’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare, ha ricevuto dal Sindaco, l’avvocato Francesco Benincasa, una targa a lei dedicata, nell’ambito del premio:”Le Vite e la Ceramica”, una iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione comunale, in particolare dal Sindaco Benincasa e dell’Assessore alla Cultura Giovanni De Simone, realizzata con la collaborazione dello storico della ceramica, Pietro Amos, e del Maestro ceramista Franco Raimondi, che premia gli artigiani vietresi che con il loro lavoro hanno dato lustro e visibilità al Comune di Vietri. Tanti i personaggi illustri che hanno comprato le ceramiche Avallone. Anche la Casa Reale dei Savoia, si serviva della fabbrica Avallone per arredare i sontuosi saloni del palazzo di Roma. «Una volta la Regina portò un’anfora di tre metri, che si era rotta, realizzata da mio suocero, che la riparò sotterrandola per tre mesi sotto la terra del giardino della fabbrica. Nel negozio abbiamo la foto di Maria Pia di Savoia. Ultimamente anche il critico d’arte Sgarbi ha comprato un bellissimo vaso», ha raccontato orgogliosa la signora Irene che è di origine greca: «Dopo la guerra mondiale, nel 1945, mi innamorai del mio futuro marito che conobbi in un modo particolare:sulla mia isola, ci scontrammo con le biciclette. Mi ruppe tutte le ginocchia. Lì scoccò l’amore. Dopo lo seguii a Vietri dove, compiuti 18 anni, lo sposai». A Vietri la signora Irene, guidata dal marito, cominciò a lavorare: «Realizzavo delle bellissime collane e bracciali in ceramica verde e blu che venivano utilizzate durante le sfilate a Roma. Nella fabbrica facevamo vasi, piatti, tazze e anche dei pavimenti 19×19». Nella fabbrica di Avallone sono passati anche importanti artisti come: Guido Gambone, Irene Kovalski, che hanno fatto la storia della ceramica. «A casa ho un piatto in ceramica realizzato da Gambone all’età di 18 anni», ha raccontato la signora Irene che ha anche ricordato che nella fabbrica Avallone è nato il famoso asinello di ceramica diventato il simbolo della ceramica vietrese. Il Sindaco Francesco Benincasa ha ricordato che il premio, nato già da quando era Assessore alla Cultura, vuole dare il giusto risalto a chi ha speso una vita per il lavoro e in particolare per le attività artigianali: «La signora Avallone con i suoi sacrifici di una vita dedicata alla ceramica è il simbolo della ceramica vietrese. Ha saputo dare il giusto risalto al ruolo che ha svolto a Vietri la famiglia Avallone nell’ambito della ceramica. Ha svolto un ruolo di servizio per il nostro territorio. Ha divulgato in tutto il mondo la tradizione ceramica vietrese». L’Assessore alla Cultura Giovanni De Simone ha ricordato che in occasione della “Festa della Donna” è stata premiata una donna di Vietri: «E’ il simbolo delle donne vietresi che lavorano. Il suo sorriso è diventato il biglietto da visita di Vietri sul Mare». L’Assessore alle Pari Opportunità, Antonietta Raimondi, ha sottolineato come la signora Irene Avallone abbia saputo aggregare due culture: la greca e l’italiana: «E’ stato l’anello che ha consentito di far andare avanti la tradizione della famiglia Avallone. Ha avuto un grande amore per la nostra terra. E’ la “nonnina” di Vietri». Lo storico della ceramica Pietro Amos ha ricordato che la ceramica Avallone è la più antica di Vietri: «La signora Avallone ha lasciato inalterati gli antichi pannelli in ceramica realizzati da Gambone che fanno da insegna al suo negozio». Il maestro ceramista Franco Raimondi, ha ricordato di aver cominciato a lavorare proprio nella fabbrica Avallone: «Ho deciso di fare il ceramista nel momento in cui Pasquale Avallone mi mostrò le sue creazioni, i suoi capolavori. Lì è nato il mio amore per la ceramica». Alla premiazione erano presenti i figli Vincenzo e Pasqualina Avallone; i nipoti Irene, Pasquale e Andrea Nazareno Avallone e Davide, Nicola, Caterina e Dorella Bisogno, oltre alla nuora Rosaria Cosenza, a tanti amici e ai ceramisti Raffaele e Benvenuto Apicella e Franco Cassetta.

Aniello Palumbo

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