“Io, malato oncologico sono costretto a pagare i miei controlli periodici”

Scritto da , 24 Ottobre 2020
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di Erika Noschese

“Sono un malato oncologico, costretto a sottopormi periodicamente a controlli ma ora è tutto sospeso e le visite devo pagarle”. A raccontare la sua storia è Antonio Petrone, cittadino salernitano che, dopo aver lottato e vinto contro un brutto male si ritrova ora a dover fare i conti con una sanità fallimentare, sotto tanti punti di vista, soprattutto quando ci si ritrova a parlare di prevenzione. Petrone, a causa di un tumore, ha l’esenzione 048, spetta di diritto a tutte quelle persone che soffrono di patologie o tumori maligni o che hanno esito incerto. “Sono un ex malato oncologico, periodicamente devo sottopormi a controlli e avendo l’esenzione 048 (spetta di diritto a tutte quelle persone che soffrono di patologie o tumori maligni o che hanno esito incerto ndr) dovrei non pagare nulla ma la Regione Campania ha ben pensato di sospendere l’esenzione a tutti gli effetti, sia negli ospedali che presso i centri privati convenzionati che non accettano più le esenzioni – ha raccontato Petrone – Io mi ritrovo a dover pagare tutte le visite”. L’uomo, nei giorni scorsi, ha infatti provato a prenotare i controlli di routine in alcuni centri privati e la risposta è stata sempre la stessa: le esenzioni non possono essere accettate perchè è esaurito il tetto di spesa. “Un centro privato mi ha chiesto 500 euro per una tac generale. Non credo sia giusto, non è degna della sanità campana perchè sarà pur vero che ci sono problemi ma non li ho creati io, non li hanno creati i pazienti oncologici e non possiamo rimetterci noi, costretti a sborsare soldi per fare visite che ci spettano di diritto”, ha aggiunto il salernitano, sottolineando l’impossibilità di affrontare una spesa così importante per tutelare la sua vita. “Non ho la pensione di invalidità perchè quando avevo il tumore fui costretto a fare la domanda di invalidità su suggerimento del mio medico di base e del mio oncologo e io ho percepito questa pensione fino al 2017 circa – ha aggiunto – Poi, dovevo sottopormi ad una visita di controllo, stavo preparando i documenti perchè ero stato appena operato ed ero sottoposto alla radioterapia”. A causa della sua precaria condizione di salute, infatti, per me non è stato possibile sottoporasi alla chemioterapia in quanto troppo aggressiva: “il mio oncologo, infatti, mi ha detto che se mi fossi sottoposto alla chemio avrei rischiato di azzerrare totalmente la mie difese immunitarie”. La data per la visita di controllo per vedersi riconosciuta ancora la pensione di invalidità, infatti, è stata anticipata e Petrone ha contattato l’Asl per comunicare di non avere tutta la documentazione necessaria. “Sono una persona onesta, non ho voluto chiedere il rinvio per essere poi richiamato successivamente perchè i mezzi giochetti a me non sono mai piacitui – ha aggiunto Antonio Petrone – Così, ho perso la pensione di invalidità, non posso intaccare la pensione di mia madre, sono soldi suoi ma io non ho un reddito fisso. Nonostante ciò mi è stata tolta la pensione di invalidità perchè il presidente della commissione mi ha sottolineato che dopo l’operazione io avevo ripreso a camminare, quindi non avevo diritto alla pensione, passando così da un’invalidità del 75% al 67%”. Ad oggi, dunque, Petrone non ha diritto ad una pensione di invalidità ma, come ha più volte ribadito, la sua situazione economica non gli permette di affrontare spese così importanti. “Ci sono sicuramente malati oncologici più gravi di me ma non capisco perchè noi dobbiamo essere trattati così, senza alcun rispetto per la nostra salute”.

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