Interrogatorio di Savastano: “Io non avevo nessun accordo con Zoccola, io tutelavo i lavoratori”

Scritto da , 27 Ottobre 2021
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di Pina Ferro

“Non ho fatto nessun accordo con Zoccola. Zoccola, presidiava, insieme ad altre persone delle cooperative il comune”.Il consigliere Giovanni Savastano nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha spiegato, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, Romaniello, non solo i suoi rapporti con Fiorenzo Zoccola e le cooperativa ma anche come svolgeva il suo ruolo di assessore all’epoca dei fatti e di come il suo agire era solo per il bene dei lavoratori.“Molte persone delle cooperative venivano da me preoccupate di perdere il lavoro dopo tanti anni. Io mi sono impegnato, ho cercato di essere attento rispetto alle procedure che il Comune portava avanti”. Savastano spiega al Gup di non aver mai chiesto a Zoccola di fare nulla con le cooperative sociali. “Zoccola aveva avuto indicazioni da qualcun altro di di darmi una mano. Io ero esclusivamente interessato alla questione sociale delle cooperative. Non so neanche a che piano è posizionata la stanza del dirigente del settore ambiente del Comune di Salerno. Dopo l’indagine ho suggerito, per tutelare i lavoratori, di ritirare gli atti e di rifare la gara d’appalto. A questa nuova gara di appalto non so se partecipano le stesse cooperative, possono partecipare tutti. Il mio interessamento rispetto alle dinamiche che accadevano in Comune era esclusivamente rivolto ai lavoratori. Quando si fanno le procedure di gara c’è la possibilità di garantire a chi ha fatto già una esperienza lavorativa, dii inserire la cosiddetta clausola sociale dando l’opportunità a chi ha già lavorato di avere una garanzia di continuità nell’esperienza lavorativa”.In merito ad una intercettazione contenuta nell’ordinanza.Savastano la spiega affermando che Zoccola lo fermava in continuazione “sotto al Comune”.“Con Zoccola io parlavo perché era a nome delle cooperative sociali”.Sulla clausola sociale il consigliere regionale spiega “In altri procedimenti che non riguardano le cooperative, l’avvocato del Comune mi disse che non più possibile inserire la causa sociale nei bandi ma per i lavoratori che perdevano il lavoro potevano farsi aiutare con gli amministratori locali… Ultimamente siccome mi è stato spiegato che c’era stato un cambio di rotta io mi sono impegnato a far inserire la clausola nei bandi. L’unica leggerezza che ho commessa è stata quella di rivelare gli indirizzi che sarebbero stati presi dal comune…”

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