“Insonnia”, il nuovo libro di Andrea Manzi

Scritto da , 25 Giugno 2022
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Edito da Castelvecchi, il volume di scritti poetici e teatrali del giornalista-scrittore è da alcuni giorni in libreria: è un racconto della notte, colta nelle sue inquietudini e nelle sue angosce. E l’autore ne raccoglie e racconta frammenti di visioni, interrogazioni metafisiche, passioni sopite, antichi amori, attese infinite, bisbigli, chiari di luna. Un testo innovativo e sperimentale che si muove fra poesia e prosa teatrale, una sorta di doppio movimento in cui narrazione e palcoscenico assumono contorni sfumati e implicazioni sotterraneamente forti. Manzi, d’altra parte, da anni scrive per il teatro, oltre ad essere autore di ben sei testi poetici recensiti dai maggiori poeti contemporanei, tra i quali Maurizio Cucchi ed Elio Pecora. Il suo debutto come autore teatrale avvenne nel lontano 1984 (Manzi era poco più che venticinquenne), quando Ugo Gregoretti selezionò per la rassegna Città Spettacolo di Benevento il suo testo “Dino Campana poeta”, che fu poi proposto nei maggiori teatri italiani.Questo nuovo libro conferma la versatilità dell’autore che “riesce a muoversi – scrive di lui Maurizio Cucchi – nelle più diverse situazioni tematiche, e a praticare anche diverse forme di scrittura, conservando, peraltro, la stessa sempre elevata, febbrile temperatura espressiva”. Un approccio libero, disinvolto e creativo con la scrittura riconosciuto da sempre al giornalista e intellettuale salernitano, che ha ricoperto importanti ruoli nell’informazione campana e non solo, già redattore capo del Mattino e, tra l’altro, fondatore e direttore per il gruppo l’Espresso del quotidiano La Città.“Insonnia” rappresenta un percorso e un approdo, nei quali la poesia, il teatro e il pensiero speculativo si ricongiungono, dando vita ad una cornice narrativa nella quale le parole trovano nuove prospettive di senso e vengono risillabate nel solco di una grande aspirazione, quella appunto di poter raccontare in poesia e in teatro la quotidianità dell’esistenza. E Manzi lo fa con una cura del linguaggio rigorosa e aperta a nuovi fronti narrativi. Non per nulla, il poeta Elio Pecora scrive dell’autore: “Appartiene ad Andrea Manzi una vena sapienziale incline a una sottile ironia, più di rado a un trattenuto sarcasmo”.

Il libro sarà presentato a settembre a Salerno con uno spettacolo teatrale che rappresenterà i contenuti dell’opera, evidenziandone la teatralità e la fertile vena immaginativa e musicale dei testi.

 

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