In riva al mare con Ornella Vanoni e Stefano Bollani

Chiude la triade musicale la rassegna “Viviamo Cilento” ad Acciaroli con due concerti di estrema eleganza ed ecletticità

Di ARISTIDE FIORE

Da “Se ci sarà domani” a “La musica è finita”, da “Stupidi” a “Domani è un altro giorno”. Sono solo alcuni dei grandi successi che verranno cantati, stasera, alle ore 21, da Ornella Vanoni al pubblico cilentano nel corso del concerto sul palco dell’Arena del Mare di Acciaroli nell’ambito della rassegna “Viviamo Cilento”. Una delle voci più riconosciute e apprezzate della musica leggera italiana accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la sua lunghissima carriera artistica, iniziata al Piccolo di Milano negli anni Sessanta, in cui presenterà i brani storici della mala, di Brecht e i successi che l’hanno fatta amare dalle platee italiane e non solo, rendendola un’icona e un punto di riferimento per diverse generazioni. Si spazierà dalle proteste partigiane così ben espresse nelle iniziali “Ma mi…”(brano in puro dialetto meneghino portato al successo dal compianto Nanni Svampa) e “Le Mantellate”, doni della penna di Strehler e delle note di F. Carpi, agli omaggi a cantautori di spessore tra i più rappresentativi del panorama nostrano, rispolverati con garbo, passione, ironia e rispetto. Ornella Vanoni rianimerà l’icona di Marlene Dietrich con accenni di germanica vocalità,  cui accosta per contrasto la musica brasiliana e il sodalizio con Roberto Carlos, rappresentati ne “L’ appuntamento” divenuta a pieno titolo un vero e proprio cavallo di battaglia. La voce regina della musica italiana ancora in itinere, da oltre cinquant’ anni interprete poliedrica – cantautrice, attrice, cantante – offrirà una magistrale e toccante versione di “Vedrai vedrai “, “Mi sono innamorata di te” di Luigi Tenco – componente di quell’ onda genovese che con piacere la travolse…(”e dentro l’ onda c’e’ Paoli”) a cui dedica “Senza fine” , “Domani è un altro giorno” di Giorgio  Calabrese e Jerry Chesnut, poi Gaber e via via rammenta l’ indimenticato Dalla  e ancora lo  scanzonato milanese Enzo Jannacci. Lo spettacolo si rivelerà un fluire ininterrotto di suoni e parole, farcito di aneddoti esilaranti del suo privato: dal primo fatale incontro con il grande registra Giorgio Strehler che la introdurrà nel mondo del Piccolo Teatro di Milano. La Vanoni, anima libera dalla forte personalità, unico vezzo a compendio della timbrica particolarissima e riconoscibile, della voce armoniosa dai toni caldi, suadenti o graffianti all’ occorrenza, incanterà la platea cilentana, passando il testimone per la chiusura al più completo del pianisti italiani. Un grande animale nero, il pianoforte, occuperà la scena nell’ultima serata di Viviamocilento. Il suo domatore sarà Stefano Bollani, unico sulla scena italiana, impostosi giovanissimo all’attenzione del mondo del jazz, grazie ad un talento cristallino e a quella stupefacente capacità di assorbire, mescolare e rimodellare stili pianistici e generi musicali, da Prokofiev ad Art Tatum, da Scott Joplin a Jarrett, da Gershwin a Battisti. Bollani è riuscito a diventare il beniamino di un pubblico anche al di fuori della ristretta cerchia di appassionati di jazz, grazie alle sue apparizioni televisive, ai programmi radiofonici, ai libri pubblicati e a una naturale vocazione di showman. Un testimonial perfetto per questo genere musicale, e uno dei pochi che riesca a suonarlo negli asfittici palinsesti televisivi e radiofonici di questi tempi.   Chiunque abbia avuto la fortuna di assistere ad uno dei suoi concerti dal vivo, oppure di incrociarlo in qualche apparizione nei media, si sarà reso immediatamente conto di quale sia il suo livello di eclettismo: a Bollani piace stupire, infarcire i brani delle citazioni musicali più disparate, scherza con il pubblico e con il suo pianoforte, si improvvisa cantante – con risultati tutt’altro che disprezzabili – come fa con le poesie di Fosco Maraini da lui musicate, in un grande live con il pubblico in delirio.