Improvvisando con Paolo Fresu e Danilo Rea sul mare della Divina

Scritto da , 27 Giugno 2019
image_pdfimage_print

Domani sera, alle ore 21, i dioscuri del jazz italiano, inaugureranno l’Arena del Fuenti, ospiti della rassegna Passaggio a Sud-Ovest, diretta da Peppe Servillo

Di OLGA CHIEFFI

Paolo Fresu e Danilo Rea sono quasi coetanei e si conoscono da una vita, frequentando da protagonisti la scena del jazz italiano ed europeo. Un loro duo però non è un evento abituale: molto più facile trovare Fresu con Uri Caine, e Rea con Enrico Rava, per restare alla formula del duo tromba – pianoforte. Naturalmente hanno suonato insieme ma non tanto spesso quanto si potrebbe pensare e quanto i loro tantissimi ammiratori vorrebbero. Rea ha uno stile melodico, che spesso lo porta a rivisitare in chiave jazzistica le canzoni italiane più famose, mentre Fresu ama mescolare suoni etnici, che hanno spesso toni introspettivi. A loro, Peppe Servillo unitamente a Michelangelo Busco, direttore del teatro “Forma” di Bari e del Teatro Comunale “Fusco” di Taranto, ha dato l’onere e l’onore di inaugurare, domani alle ore 21, la rassegna Passaggio a Sud-Ovest, nonchè questi particolari giardini a getto sul mare, l’Arena del Fuenti, che ospiterà sino al 13 settembre sei grandi eventi. Un’esibizione, questa dove i due artisti reinterpreteranno alcuni classici della musica a partire da “E se domani”, cantata dalla celebre Mina, per proseguire con una toccante e struggente “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, eseguita con degli assoli di tromba di Fresu e di piano di Rea al termine dei quali è seguito un lunghissimo applauso. Spazio anche alla musica internazione con i ritmi della bossanova di “O que será”, scritta dal cantante e compositore brasiliano Francisco Buarque de Hollanda, e ancora brani italiani con “La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè e, magari, anche “Lascia ch’io pianga” di George Frideric Handel, melodia dell’aria della danza asiatica nell’Almira quindi aria Lascia la spina, cogli la rosa, affidata al Piacere nell’oratorio “Il trionfo del tempo e del disinganno”. Che la musica di Danilo Rea, sia sostenuta dal pensiero più che dall’istinto lo si intenderà al suo sedersi sulla panchetta del pianoforte, con una compostezza senza pari, regalandoci una straordinaria qualità di esecuzione, esaltata dalla freschezza sempre mantenuta vivissima, dalle soluzioni espressive, dalla perfetta combinazione di lucida razionalità e di poetico abbandono, in un miracolo di interazione dei due musicisti, in un simpatetico, ferace interplay, fondato sul piano cantante, dalle lunghe, flessibili linee melodiche, capace di produrre una notevole varietà di colori e di situazioni. Un concerto in cui le soluzioni predominanti saranno nate e “allevate” in ambito squisitamente jazzistico, sulle quali sono state tolte finalmente le briglie alla fantasia. Su queste tracce, Danilo Rea e Paolo Fresu troveranno il modo di scivolare con la sua raffinata eleganza, in un fluxus di idee in continua evoluzione nel loro sviluppo, suggerendo e completando a vicenda le proprie architetture, ricche di luci, di segni, in una iridescente e caleidoscopica creatività, formante un mosaico affermazione di spontaneità, feeling, semplicità, in tempi in cui il linguaggio jazzistico diventa sempre più complesso e lo sviluppo di una diversa articolazione strumentale, l’affrontare strade nuove, deve anche poter significare non dover, ad ogni costo, cancellare i legami con un luminoso passato.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->