Immigrazione clandestina: condannati gli aguzzini

Scritto da , 25 gennaio 2018
image_pdfimage_print

Erano stati ammanettati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti. Ieri il Gup del tribunale di Salerno ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione Abdirahman Abdallah Anisa, considerato dagli inquirenti al vertice della compagine criminale; a 2 anni e 6 mesi ad Abdirahman Abdinur Mohamed; stessa pena per Mohamed Abdilhahi Ihlal; 3 anni e 8 mesi, infine, per Mohamed Shagni. Gli imputati erano stati arrestati nel novembre del 2016 dagli uomini della Squadra Mobile di Salerno a seguito di una laboriosa attività investigativa avviata all’indomani dell’arrivo nel porto di Salerno, nella primavera del 2015, della nave “Chimera” della Marina mercantile, con a bordo 545 migranti di nazionalità somala. Successivamente alle operazioni di sbarco, le persone soccorse furono ospitate presso alcuni centri di accoglienza, anche in provincia di Salerno. Approfittando di questa circostanza, gli investigatori della sezione criminalità straniera della Squadra Mobile di Salerno visitarono tali strutture, assumendo informazioni da parte di alcuni migranti che riferivano fatti di vessazioni e trattamenti disumani subiti nel corso del tragitto dalle coste libiche verso l’Italia. Nell’occasione, agli investigatori salernitani notarono che i migranti erano in possesso di numeri di utenze telefoniche, anche estere, da chiamare secondo le istruzioni ricevute all’imbarco dalle coste libiche. Le successive indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, si sono avvalse anche di complesse ed articolate attività tecniche di intercettazioni telefoniche e hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale dedito a commettere più delitti in materia di immigrazione clandestina di cittadini somali giunti in Italia, destinati ad essere poi trasferiti in altri Paesi dell’Unione Europea, nonché al favoreggiamento della loro permanenza nel territorio dello Stato e al successivo trasporto verso gli altri stati europei (Germania, Austria, Svezia, Belgio, Olanda, Danimarca)

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->