«Il sistema si poteva sconfiggere»

Scritto da , 27 febbraio 2018

Dal Sistema Salerno al Sistema Campania, l’inchiesta di FanPage sulla questione dei rifiuti in Campania, lancia uno spunto di riflessione sul sistema di potere deluchiano, trattato prima ancora dai giornalisti Andrea Pellegrino e Marta Naddei, che hanno esaminato quelli che erano i punti salienti del sistema di potere deluchiano a Salerno. E domani se ne discuterà proprio a Salerno, con esponenti e amministratori locali. Tra questi ci sarà Andrea De Simone, già senatore della Repubblica, che ha risposto ad alcune domande alla luce dei fatti degli ultimi giorni. Dopo la pubblicazione dei video di FanPage, c’è una nuova attenzione nazionale verso Salerno e la Campania? «I video di Fanpage hanno sconvolto e suscitato sconcerto in tutta Italia. C’è un sentimento di sdegno molto diffuso nell’opinione pubblica. Non c’è trasmissione Tv che non si occupi della vicenda. Tra le forze politiche, fatte le dovute eccezioni, si registrano ancora silenzi e complicità .Il Sistema ha coperture tra partiti di appartenenza e tra forze di opposizione. Da Sempre». Lei sostiene che tra le forze politiche dell’una e dell’altra parte ci sia commistione? «Sin dalle elezioni del 1992, la lista dei Progressisti ha goduto del sostegno di una parte della destra e delle civiche e, dal primo ballottaggio, dell’ alleanza organica della csd sinistra della società civile di allora e di quella radicale poi, almeno per una fase. Quasi sempre, poi, fatto salvo rarissime eccezioni, il candidato avversario è stato successivamente assorbito dal Sistema e premiato con incarichi importanti. Alle comunali del 2006, al ballottaggio, scrive un bravo giornalista ex Unità, a seguito di un incontro documentato in una azienda di Fratte si è siglato un accordo con un ex sottosegretario casertano molto potente. Alle Primarie Pd per la Regione del 2015,si sono registrati sostegni dichiarati di uomini ex Udeur, ex FdI, ex Fi di città note come Marigliano, Casal di Principe, Cancello e quartieri Napoletani come Scampia e Ponticelli. Alcuni di essi candidati e successivamente arrestati per gravissimi fatti. La notte che precede la presentazione delle liste per le ultime elezioni regionali l’Udc, dal governo uscente di centrodestra passa all’accordo con il centrosinistra. I suoi esponenti ricevono la responsabilità di uffici delicati, come la segreteria del Presidente della Regione. Altri, come si vede nei video di fanpage, la guida dell’azienda Sma. Patti rispettati e contraccambiati dunque. Oggi, uomini di centro destra dirigono Asl, Società partecipate, Uffici di peso della Regione. A politici-imprenditori vengono elargiti fondi pubblici per la sanità privata». Ma il principale partito di appartenenza ha responsabilità più pesanti? «Tutti i gruppi dirigenti che si sono succeduti nel Pds, nei Ds ed ora nel Pd hanno colpe. La parte politica, che annovera tra i suoi principali esponenti nel Sud un mammasantissima, ha coperto ed è stata complice consapevole. Da oltre un ventennio. E chi si è opposto ed ha argomentato ha ricevuto solo silenzio ed è stato emarginato. Sui tavoli dei segretari nazionali, già prima di Renzi in verità, sono stati consegnati una mole di documenti importanti. Prove con riscontri precisi. Non c’è partita quando un verbale congressuale, nel 2001,sottoscritto da un galantuomo come il Prof. Cantillo, che ratifica una maggioranza a nostro favore pari al 53%, ,a seguito di forzatura dell’armadio, viene falsificato, ed approvato da una Commissione nazionale -bulgara. I dirigenti locali hanno avuto sempre “buoni argomenti” per aver ragione a Roma». Ma Renzi, mi pare, sin dalla prima Leopolda, aveva promesso la rottamazione? «A proposito che ne è del Renzi- rottamatore che, munito di lanciafiamme, avrebbe combattuto il notabilato meridionale? Dopo la sconfitta al Referendum aveva lanciato strali contro i “signori delle fritture” Sono bastati pochi mesi poi le Primarie per la segreteria ed è prevalsa l’esigenza di raccogliere voti per dimenticare le promesse. Come scrive Sales “La Campania, sta dimostrando che clientelismo, trasformismo e familismo sono il principale ostacolo al rinnovamento del Sud ed al tempo stesso ne impediscono la crescita. E fanno, perdere voti”». Dunque, la politica non ha voluto contrastare lo sviluppo del Sistema? «Ci viene detto perchè non combattete battaglie politiche ? Lo abbiamo fatto. Quando le partite si sono svolte lealmente. Nel 1992,alle Politiche, l’elettorato salernitano aveva fatto una scelta chiara. Nel 2001 in vista del Congresso di Pesaro, la base del Partito aveva assegnato a noi la maggioranza, successivamente non riconosciuta come ho già detto. Ci sono forze in campo da oltre vent’anni, spesso isolate e perseguitate. Si poteva sconfiggere il Sistema sul piano politico? Certo che si poteva. Se solo ci si fosse resi conto del coacervo di interessi e complicità generato dall’aver, scientificamente, sostituito alle naturali aggregazioni dei tradizionali partiti, la nascita e la moltiplicazione di società, divenute un autentico strumento di affari e scambi non sempre trasparenti. Se anche i pochi che lo hanno contrastato avessero goduto di un minimo di ascolto da parte dei vertici della piramide politica egemone, in primis, del regime renziano, che, nel frattempo, si è ulteriormente rafforzato e divenuto imperante, grazie ai sostegni di cui si è abbondantemente servito per l’affermazione del pensiero unico anche in Campania. Molti, tanti, sono stati i complici e i fiancheggiatori. Qualcuno oggi si ravvede? Non chiediamo atti di penitenza. Ma almeno qualche parola di sincera autocritica si. Un po’ di umiltà. E, per favore e per carità di patria, che non diano lezioni. Peccato non avere avuto in questi anni Fanpage al nostro fianco. Si potevano registrare milioni di ore di video sugli accordi-spartizione. Sui compromessi con la peggiore politica. Sul mercato delle primarie e delle tessere. Su cospirazioni e delazioni per sconfiggere gli avversari. Su mezzi illeciti utilizzati. Su rappresaglie contro familiari ed amici degli oppositori. Sulle squadracce che picchiavano i giovani democratici per impedire il loro Congresso. Mi pare che i giovani e coraggiosi cronisti di Cronache abbiano fatto la loro parte. Prima di altri. Anche grazie al lavoro di Andrea e di Marta, oggi, molti giornali nazionali hanno la notizia. Contro il Sistema si può e si deve fare politica. E si può vincere. Io ne sono la prova. Chiarisco che io non sono stato mai sconfitto alle elezioni. Sono stato sempre eletto alla Provincia, al Parlamento ed alla Regione, con il voto di preferenza sulla scheda e sempre con un largo consenso. Ora che non sono più impegnato nelle istituzioni ,per una scelta personale, spero di poter contribuire a dare una mano per la crescita di forze giovani che, anche nella nostra città, si affermano. Dunque non solo la politica, ma anche altri organi dovevano e devono fare la loro parte? «Il malaffare va sempre denunciato. Se non suona blasfemo, vi è anche un passo evangelico, che impone la denuncia quando gli scandali diventano un’offesa contro la dignità delle persone. Non è stato facile farlo in assenza di risposte da parte degli uffici preposti ai controlli ed alla repressione . Anche qui, per favore, meno lezioni sul rapporto politicagiustizia. C’è molto da dire sul porto delle nebbie; sugli ordini di custodia cautelare dei primi anni 2000,respinti alla Camera dalla Giunta per le Immunità insieme alle prove delle intercettazioni. In Tv ascolto le parole di magistrati nazionali che esprimono dubbi sui video di Fanpage. E sulle prove raccolte dai loro colleghi e poi distrutte? Sul loro trasferimento? Niente da dire? Non parliamo poi dei tanti fatti al centro delle cronache in questi ultimi anni». Lei ritiene che in città ci siano le condizioni per una svolta? «Sono fiducioso. Negli ultimi anni sono nati gruppi sui social che denunciano quotidianamente il malaffare. Mimmo Donadio Florio sarà tra i relatori del dibattito Dal Sistema Salerno al sistema Campania. Il lavoro di professionisti capaci, come Oreste Agosto, è prezioso. Il Comitato Salute e vita presieduto da Lorenzo Forte non si ferma un giorno. E poi i gruppi che difendono il Porticciolo di Pastena e la sanità pubblica, i Comitati nati durante l’esperienza dei Referendum. Registro con soddisfazione il lavoro di alcuni, generosi e bravi consiglieri di opposizione impegnati a combattere scelte sbagliate ed indicare soluzioni. Io penso che Salerno possa contare su una qualificata e giovane classe dirigente che vive in città ma anche fuori. Sono diversi e tra essi, al Moka ci sarà il giovane Dante Santoro. Molti giovani, veri e propri talenti possono rientrare a Salerno e contribuire ad invertire la tendenza. Perchè rassegnarci all’idea che i mediocri, solo perché obbedienti e servili, possono occupare posti nelle società miste ed ottenere incarichi o fare cultura grazie ai contributi a pioggia. Si, perché a Salerno il merito non è un criterio. La subalternità si. Non bisogna esitare o fermarsi. Alle nuove generazioni dobbiamo consegnare una città ed una regione liberate dalla cappa, dal controllo, dall’intimidazione, dai privilegi».

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