Il sindaco non ascolta i 5 stelle

Scritto da , 23 novembre 2018
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di Adriano Rescigno

Salta l’incontro per le decisioni in merito al reddito di cittadinanza locale. Voci di Palazzo danno dipendenti molto piccati per la proposta de “Cavesi a 5 Stelle” ed il sindaco liquida i pentastellati con una nota scarsa rifacendosi ad un breve scritto comparso sulla pagina Facebook dei militanti dove veniva indicata l’inutilità di assumere cinquantaquattro dipendenti nel corso degli anni visti i pensionamenti prossimi al fine di risparmiare ulteriori cifre a sostegno delle famiglie al di sotto della soglia di povertà, anche perché tutti i 54 non servono visto che gli stessi militanti hanno assistito a scene di dipendenti comunali al sole, all’esterno di Palazzo di città poiché gli mancava la scrivania.
Vincenzo Servalli dunque si arrabbia ed all’ultimo minuto possibile disdice l’appuntamento con “Cavesi a 5 Stelle” appellandosi a mancati toni collaborazionistici dello scritto. Sembra effettivamente una scusa perché leggendo la documentazione fornita dai militanti che hanno proposto la misura inascoltata, che andrebbe a sommarsi a tutte le altre azioni di sostegno sociale erogate dall’Ente comunale, il risparmio di 6 milioni c’è, grazie al taglio dei costi della Giunta, del presidente del Consiglio, degli assessori e dell’organismo interno di valutazione e soprattutto un milione di euro ricavato dalla non assunzione, al momento del pensionamento, di personale sostanzialmente inutile a Palazzo di città, bensì prendendosi carico soltanto del 40 per cento delle assunzioni. Niente, nemmeno i consigli sulla gestione virtuosa degli immobili comunali hanno voluto ascoltare in piazza Abbro, anzi, si sono pure offesi, politici e dipendenti.
Ovviamente evitare un confronto sulla base di un post su Facebook non è poi tanto democratico – e menomale che sono Dem – soprattutto quando c’è di mezzo la cittadinanza più bisognosa, ma come un dirigente, ormai in pensione di Palazzo di città amava dire: “La classe politica senza la macchina comunale non governa”, dimostra ancora una volta di avere ragione, ma quando l’ingerenza della macchina comunale è così forte… meglio rinunciare al dialogo, non sia mai qualcosa di realizzabile si riuscisse a fare sia per le finanze, sia per coloro a rischio povertà.

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