Il ritorno della Festa: le bande, il concerto e i fuochi d’artificio

Scritto da , 21 Settembre 2019
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I bagliori lucenti degli ottoni, i colori della tradizione napoletana contaminata di Renzo Arbore e il contest tra due fuochisti d’eccellenza illuminerà Salerno nel giorno del Santo Patrono

Di LUCA GAETA

Sarà un San Matteo diverso questo che ci apprestiamo a vivere. Una processione e una festa sicuramente che si è liberata di tanta rigidità e di quel falso ordine che l’accompagnava insieme alle beghe politiche, ormai da qualche anno. I colori di San Matteo non possono non avere e riflettersi nei bagliori lucenti degli ottoni delle bande. Si sa che seguendo una banda o una fanfara si può arrivare dove si vuole, senza fatica. Immaginiamo sia così anche per i portatori delle sei statue che attraversano le vie del centro storico di Salerno, in occasione della solenne processione i sono affidati a ben tre formazioni bandistiche. Banda è termine gotico che sta per “segno”, “insegna”, e nell’ordine saluteremo i Giovani Vietresi, di Aniello Ronca, quel Sant’Ante che, ondeggia e fluttuare per, da un lato all’altro della strada , in segno di penitenza e di augurio alla città. San Giuseppe è la statua più pesante delle sei, sette quintali e mezzo sulle spalle dei portatori che necessitano di un vero sostegno psicologico per riuscire ad ultimare la loro fatica e alla fine affrontare anche la tradizionale corsa per le scale della cattedrale. A sostenere questa numerosissima paranza, La grande tradizione bandistica di Salerno ha onorato anche quest’ anno la Solenne processione di San Matteo. Tre le bande tutte di ottimo livello hanno seguito le statue dei tre martiri salernitani Gaio Fortunato Ante e San Gregorio, i cui portatori sono stati affidati alle note della banda dei “Giovani Vietresi” preparata da Aniello Ronca, seguita a ruota dalla formazione dell’Associazione Musikè di Pellezzano, condotta dal M° Giuseppe Genovese, che ha seguito la pesante statua di San Giuseppe Marce tradizionali le loro, adatte al lavoro pesantissimo dei portatori che hanno bisogno di ascoltare e far loro il ritmo per tenere il passo e sentire meno la fatica del lungo giro, che sfiora le tre ore. Enea, Giocondità, la Ritirata, Star & Stripes risuoneranno per la città. San Matteo, ha la sua la sua banda personale, una formazione di alto livello, lo Storico Concerto Bandistico “Città di Salerno”, fiore all’occhiello dell’Accademia il Suono dell’Arte”, che vede la direzione artistica di Rosario e Rino Barbarulo. Una fatica d’amore la processione il cui ultimo incredibile sforzo, la salita di corsa dello scalone del duomo, e il rullo del tamburo, darà il via alla grande notte del Santo che avrà anche la festa civile. Infatti, sarà Renzo Arbore e la sua orchestra italiana, alle ore 22, ad invadere di musica ed allegria piazza della Concordia, grazie alla felicissima intuizione di Andrea Prete e del suo Camera in Tour che si concluderà proprio con questo prestigioso spettacolo. Da ventotto anni, ormai, con l’Orchestra Italiana divulga nel mondo la canzone napoletana, anche portando alla luce perle meno conosciute, proponendo arrangiamenti sempre coinvolgenti, anche grazie al talento dei quindici musicisti che lo accompagnano. Oltre ad essere ambasciatori della canzone napoletana nel mondo, grande merito di Arbore e dell’Orchestra Italiana è di aver, di fatto, riabilitato il mandolino. Questo strumento dal suono inconfondibile e meraviglioso, purtroppo, è fin troppo spesso considerato simbolo dispregiativo dell’italianità e della napoletanità, così rinnegando una tradizione secolare di cui invece bisognerebbe andare fieri. Era de maggio, Reginella con i mandolini nel ritornello Maruzzella e ‘O Sarracino di Renato Carosone, con il rap di Mariano Caiano, Guaglione, Comme facette mammeta, ‘O surdato ‘nnammurato in medley con Everybody’s talkin’ di Fred Neil Il ricordo delle prime esperienze nei night club porta Arbore alle tastiere per una intima Piove, grande successo di Domenico Modugno e lo swing di Natalino Otto (Mamma mi piace il ritmo), così tra qualche aneddoto e ricordando anche qualcuno che non c’è più, immaginiamo Luciano De Crescenzo, Arbore e la sua band ci condurranno fino alle 24, quando partirà la prima carcassa dal Molo Masuccio Salernitano del contest tra i due fuochisti, la “Piroexplosion” di Domenico Novellino e “L’Artificiosa srl” dei Fratelli Di Candia, stavolta regolarizzati dal comune. Sarà l’inizio di una gara ininterrotta di fuochi artificiali, giocati in doppio contrappunto prontamente e impavidamente corrisposta dall’intero fronte del mare, che s’incendierà di mille colori, in un crescendo-decrescendo- e crescendo parossistico “rossiniano” e i fatidici tre colpi oscuri che hanno segneranno la fine della festa e l’applauso del pubblico.

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