Il presidente di Piccola Industria Carlo Robiglio al XIII Premio Best Practices

Scritto da , 5 Dicembre 2019
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“Siamo spesso soliti dire che il Sud non corre, che il Sud è indietro. Tuttavia, grazie a iniziative come il Premio Best Practices per l’Innovazione, il Sud dimostra la volontà non solo dei giovani, ma di un ecosistema composto anche delle università e dalle imprese, di promuovere innovazione, creare idee e attività capaci di diventare imprese.” Così Carlo Robiglio, presidente di Piccola Industria, alla XIII edizione del Premio Best Practices per l’Innovazione, iniziativa organizzata da Confindustria Salerno con il supporto di Sviluppo Campania e Camera di Commercio. Presso la Stazione Marittima, Robiglio ha sottolineato la necessità di adottare un approccio open innovation: “Fare sistema vuol dire andare oltre l’autoreferenzialità, andare oltre i campanilismi che affliggono questa meravigliosa Italia e vuol dire cercare di collaborare, contaminarsi e creare condivisioni. Il Premio Best Practices crea connessioni tra aziende e startup.” Infine, un messaggio al Governo: “L’attore principale dovrebbe essere lo Stato inteso nella sua accezione primaria. Noi continuiamo a lavorare, non ci siamo mai persi d’animo come piccola e media impresa, e io ritengo fondamentale ai fini dello sviluppo territoriale un grande network composto da imprese, università e incubatori. Le misure come la plastic tax, la sugar tax, nuove imposte sulle auto non aiutano. Bisogna dare l’opportunità all’impresa di fare quello per cui è stata creata, cioè fare business e portare avanti il Paese.”
Il Premio si è aperto con l’intervento del presidente del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno Edoardo Gisolfi, con il presidente del Comitato Piccola Gerardo Gambardella e il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Pasquale Sessa, e con il lancio dell’hackathon “Hack for Innovation”, consistente in una sfida lanciata da tre aziende del territorio (Mate Consulting, Marina d’Arechi e Jcoplastic) a circa 70 studenti universitari divisi in squadre a elaborare un progetto imprenditoriale innovativo. La competition vede il coinvolgimento di Università degli Studi di Salerno, Sellab del Gruppo Banca Sella, Green Hub e Serra delle Idee.
L’Assessore alla Formazione della Regione Campania Chiara Marciani ha elogiato l’hackathon: “Direi che è una bellissima iniziativa. Gli studenti sono stati messi alla prova su temi importanti per il territorio, quali la corretta gestione del ciclo dei rifiuti, l’economia circolare, il turismo e la tecnologia. Bisogna puntare sulla creatività dei giovani.”
Ha partecipato alla prima giornata del Premio anche il presidente del CNCT Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Gianni Potti: “A questa iniziativa partecipano tanti giovani con le loro startup, le loro idee ed entusiasmo. Purtroppo viviamo in un Paese che non sostiene né le startup né le imprese. Se oggi stiamo partecipando a incontri del genere, lo dobbiamo solo a Confindustria, da sempre attenta a questo tipo di iniziative. Industria 4.0? Dal nostro punto di vista è la vera sfida del paese per cambiare il sistema manifatturiero e, grazie al digitale, il paradigma del sistema produttivo del paese. La straordinaria occasione che abbiamo è Internet: arriverà il 5G. Dobbiamo sfruttare gli strumenti che offre la tecnologia, per i comuni piccoli e grandi.”
Tra le novità di questa edizione, l’introduzione di una sezione dedicata ai progetti dell’economia del mare nell’ambito del progetto URBACT Bluact, che ha visto il coinvolgimento di Università degli Studi di Salerno, Comune di Salerno e dei principali porti europei come il Pireo in Grecia.
Francesco Colace, delegato al placement dell’Unisa: “Questo è un anno veramente bello perché la nostra collaborazione col premio è cresciuta ulteriormente. Nel percorso che abbiamo intrapreso con Confindustria, siamo riusciti anche a inserire una novità, che appunto è la sezione dedicata all’economia del mare. In collaborazione con il Comune di Salerno, abbiamo creato uno spazio solo per progetti legati al mare. Un bel momento, ne sono particolarmente orgoglioso perché siamo riusciti a fare una sinergia, una rete vera, con attori importanti del nostro territorio per far crescere aziende di tutto il territorio nazionale.”
Tra i progetti più interessanti (12 quelli presentati in questa sezione), la laziale Monotricat, che ha concepito una carena ad alta efficienza destinata ad armatori e cantieri navali consentendo un risparmio energetico e la riduzione dei consumi di circa il 20%, e la toscana Seares, che ha sviluppato SEADAMP PLUS, un dispositivo meccatronico di ormeggio in grado di generare energia dalle onde, per mantenere cariche le batterie del motore oppure per alimentare sistemi per raccolta di dati, intelligenza distribuita, comunicazione IoT.

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