Il presidente del Tribunale Bruno de Filippis fa il punto della situazione: “Cittadella, sicurezza ok: siamo pronti”

Scritto da , 23 novembre 2015
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E’ da circa un anno che Bruno de Filippis ricopre il ruolo di presidente facente funzioni del Tribunale di Salerno. Un incarico sicuramente delicato e che, a breve, lascerà per far posto al presidente “ordinario”: quasi dodici mesi in cui de Filippis si è trovato a dover far fronte a quelle che sono le problematiche ormai congenite del sistema giudiziario italiano dal numero di cause pendenti alla carenza di personale. Presidente, sulla stima di un arretrato complessivo di  5,2 milioni di cause civili pendenti di  qualche anno fa, il Ministero della Giustizia ridimensionava questi dati così allarmanti. Il problema esiste ancora? «Esiste, ma sono stati fatti progressi. A Salerno, ad esempio, vi è stata un’inversione di tendenza e, nell’ultimo anno statistico (dall’1/7/2014 al 30/6/2015) le pendenze sono complessivamente diminuite da 65.490 a 58.587 processi. A comporre questo dato concorrono i risultati della prima sezione civile, i cui procedimenti sono scesi da 9804 a 9279, della seconda sezione (da 26.443 a 22706!!), della sezione lavoro (da 14291 a 13379), dei procedimenti esecutivi immobiliari (da 4250 a 3096). I giudici italiani sono tra i più produttivi d’Europa, ma il sistema ha certamente margini ulteriori di miglioramento». Il Tribunale di Salerno vive una situazione di grave disagio per le carenze dei magistrati, del personale e degli spazi. Rispetto agli spazi, perché non vi è stato ancora il trasferimento alla “Cittadella giudiziaria”? «È vero che ci troviamo in grande disagio per il mancato trasferimento. La Cittadella non ci è stata ancora consegnata, perché non sono ancora esauriti i lavori relativi alla sicurezza. Dovrebbero esserlo a brevissimo. A quel punto, risolte le ultime questioni relative a pulizia e custodia, non dovremmo avere più ostacoli. Il Tribunale ha da tempo pronta una road map per lo spostamento dei suoi uffici e sono convinto che non si determineranno ritardi, oltre quelli che si sono sinora registrati e che, certamente, non sono addebitabili a noi.  Riferendomi alla Cittadella, intendo tuttavia le prime tre palazzine, perché per le altre ci vorrà ancora tempo. Tre palazzine che, comunque, sono in grado di ospitare tutto il Tribunale civile e penale ed alcuni essenziali servizi. La Corte d’appello e la Procura dovranno aspettare ancora». L’anno scorso sembrava imminente il trasferimento, dopo l’installazione della centralina telefonica da parte del Comune e degli impianti di sicurezza… «La vicenda della Cittadella è maturata in un periodo di austerity e tagli. La questione dei collegamenti telefonici è stata oggetto di discussione l’anno scorso, ma poi è stata risolta. Per la sicurezza, come ho detto, i lavori dovrebbero concludersi entro il corrente mese di novembre». Si parla di 8mila posti di personale di cancelleria vacanti nel sistema giudiziario nazionale. Una palese sofferenza. E’ in vista un reclutamento dopo oltre vent’anni che non si fanno assunzioni? «Anche da noi i posti vacanti sono molti e ciò determina disfunzioni. L’attività delle cancellerie è essenziale per il lavoro dei magistrati. I due fattori interagiscono e la mancanza di personale può vanificare qualsiasi maggior impegno dei giudici ed anzi far retrocedere la loro produttività. Non mi risulta che siano in vista nuovi concorsi. Si sta puntando molto sull’automazione (vedi processo civile telematico), ma la stessa, sia per la fase in cui si trova, sia per le peculiarità del lavoro giudiziario, non ha ancora portato alla riduzione delle esigenze di personale. Il fenomeno è evidente tutte le volte che, negli uffici, vi sono pensionamenti, poiché essi non sono accompagnati da nuove assunzioni. Qualcuno ha parlato di progressiva desertificazione delle cancellerie. Si cerca di sopperire a ciò con afflusso di personale proveniente da altre amministrazioni, in virtù di accorpamenti e soppressioni. La mancanza di concorsi determina anche il progressivo invecchiamento del personale in servizio, con intuibili conseguenze. È un vero peccato che tanti giovani che avrebbero potuto entrare nell’amministrazione se si fosse proseguito con il sistema dei concorsi periodici non abbiano potuto farlo. I giovani che sono da noi, magari come stagisti, dimostrano eccezionali capacità, specie con gli strumenti informatici». Riforma sul processo telematico. Il Tribunale di Salerno è attrezzato con mezzi e personale? «Abbiamo gli strumenti tecnici  ed ha stata svolta un’adeguata opera di formazione. Molto si deve ancora lavorare per entrare in una nuova era». Processi civili gestiti per la maggior parte dai giudici onorari piuttosto che dai giudici togati. «Non “per la maggior parte”. I giudici onorari svolgono un’attività importante nel contesto attuale. Ad essi sono in parte dovuti i risultati che prima evidenziavo. L’impegno portante da parte dei magistrati togati resta tuttavia fondamentale». Risultati soddisfacenti o penalizzanti?   «L’attività dei magistrati onorari porta, come detto, risultati sicuramente soddisfacenti. Non si dimentichi che essi, come i togati, sono inseriti in un sistema, che prevede controlli sull’attività e molteplici possibilità di impugnazione». Quali se ci sono state le problematiche al suo insediamento? «Non ci sono state particolari problematiche, anche perché ho iniziato la mia esperienza nel tribunale di Salerno, come uditore giudiziario, nel 1980 e, dal 1996, ho prestato ivi servizio, salvo brevi periodi, come giudice prima e presidente di sezione poi. Dal 2012 sono stato presidente vicario e posso dire di conoscere profondamente la realtà giudiziaria salernitana. Tra breve lascerò il posto di presidente facente funzioni, che occupo da quasi un anno».

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