Il Presentimento musicale di Peppe Servillo

Scritto da , 28 luglio 2018
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Domenica 29 Evento speciale alle ore 21, nell’Area Archeologica di Fratte, del cartellone della XXI edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia. Un concerto questo del cantattore casertano sovvenzionato dalla Camera di Commercio e dalla Coldiretti. Lunedì 30 ci si sposta nella Corte del Complesso Monumentale di Cava de’ Tirreni con l’ ensemble di arpe An Arperc

 Di OLGA CHIEFFI

E’ terminata l’attesa per l’evento clou del cartellone della XXI edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour firmati da Antonia Willburger e dal Cta. Domani, alle ore 21, i riflettori del grande palco dell’ Area Archeologica Etrusco-Sannitica di Frattesu Peppe Servillo ed i Solis String Quartet, un evento voluto e sovvenzionato dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Coldiretti. A distanza di tre anni dall’uscita di “Spassiunatamente”, che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo ed i Solis String Quartet affrontare i capolavori della canzone classica napoletana, la formazione torna a calcare le scene con “Presentimento” l’album da poco uscito per la iCompany: la voce della Piccola Orchestra Avion Travel fornisce la sua interpretazione sempre più teatralmente scarnificata all’andamento cameristico garantito dai violini di Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, la viola di Gerardo Morrone, il cello e la chitarra di Antonio Di Francia. Il canzoniere è pregiato,: si va dalla «Palomma» di Armando Gill alla «Tarantella segreta» di Raffaele Viviani, dal capolavoro di E.A. Mario che presta il titolo al disco all’ironia di «“M’aggia cura’» e l’onomatopeico richiamo di «Scalinatella». La formazione con il leader Peppe Servillo, introdurrà la personale gesamtkunstwerk, con la quale ritorna all’epoca romantica e ancora più dietro a quella lingua che credevamo perduta, quel tempo in cui il linguaggio riuniva in sé musica e poesia, a cui lui ha aggiunto diverse altre arti, teatrale, tersicorea, quale compagne di vita, assimilando al proprio percorso artistico elementi e sfumature mediate dal proprio vissuto, riappropriandosi delle proprie origini, riavvicinandosi ad una concezione della musica quale espressione totale. La prova che l’antica villanella e Presentimento sono figlie della stessa madre, la leggeremo nei titoli proposti. La canzone napoletana è “porosa” come la città e il popolo che canta il suo sentire, i suoi contrasti, la sua bellezza, la sua libertà, il suo amore, contaminata, nel tempo, le sue melodie mantengono intatte la propria inconfondibile identità, misteriosa e sfuggente, che giungerà vincitrice fino alla fine dei tempi, al di là di ogni omologazione.«Quella del presentire – racconta Servillo- è spesso la condizione degli artisti, dei narratori, come dei poeti autori di queste canzoni che nei loro versi presentono e annunciano segreti, presenze, tradimenti, ciò che di nuovo potrebbe accadere o si vorrebbe accadesse, e lo fanno con parole che sembrano mai udite come fossero i veggenti, gli indovini della nostra vita sentimentale. La musica aggiunge senso e la parola precisa col riso e col pianto, le orchestrazioni inscenano un improvviso teatrale come se la vicenda nascesse ora col canto e annunciasse il paradiso tra sonno e veglia. Insistiamo nel ricongiungere tessere alla nostra stanza napoletana che a volte gode di una vista bellissima».(Peppe Servillo).

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