Il Prefetto dice no ai fuochi pirotecnici per San Matteo

Scritto da , 19 Settembre 2021
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di Monica De Santis

No ai fuochi di San Matteo. A dirlo è stato il Prefetto di Salerno, che per il secondo anno consecutivo ha bocciato la richiesta fatta dall’associazione Culturale San Matteo, che dal 2016 si occupa di curare lo spettacolo pirotecnico dedicato al Santo Patrono… “La nostra associazione è nata nel 2016, quando ci fu la famosa lite tra l’allora Vescovo di Salerno e il sindaco De Luca con la conseguente protesta dei portatori. In quell’occasione, – spiega il signor Consolato Esposito, uno dei tanti soci dell’associazione dedicata al Santo Patrono – quando il Comune decise di non organizzare più lo spettacolo pirotecnico, noi, che siamo un gruppo di fedeli, decidemmo di autotassarci e di pagare la ditta che si occupa di questo servizio. Da allora, i fuochi per San Matteo li abbiamo sempre organizzati noi”. Dal 2016 appunto, con un blocco da parte del Prefetto lo scorso anno… “A causa dell’emergenza sanitaria, la nostra richiesta fu respinta. La motivazione era l’alto rischio di fare assembramenti sul Lungomare. Pur non condividendo questa decisione, l’abbiamo accettata, anche perchè, come fu dato a noi il parere negativo, così fu dato anche ai comitati organizzatori delle feste patronali nelle altre città della nostra provincia. Solo che ora la situazione è diversa”. Già diversa, perchè se lo scorso anno il rischio del contagio era molto alto, adesso invece la situazione è ben diversa e proprio per questo, vista la zona bianca nella quale si trova la Regione Campania, vista l’organizzazione della Santa Messa con duemila persone sedute e tante altre in piedi, che l’associazione ha pensato bene di ripresentare la propria domanda al Prefetto, al Questore e al comandante della Capitaneria di Porto, convinti che l’ok ci sarebbe stata, ed invece… “Ed invece ci è stato detto di no, nuovamente. Un no che francamente non capiamo visto che a Cetara sono stati consentiti i fuochi, a Maiori pure e così in tutte le altre località dove si sono svolte manifestazioni religiose e civili. Ora visto che il Prefetto è lo stesso sia a Salerno e sia negli altri comuni della nostra provincia, perchè a noi è stato detto di no, mentre agli altri invece è stato detto di si? Una domanda questa alla quale nessuno di ha saputo rispondere”. La delusione, mista a rabbia, dei componenti dell’associazione diventa ancor più grande quando vengono a sapere che la commissione tecnica aveva dato parere positivo per il posizionamento della chiatta a mare da dove sarebbero partiti i fuochi, ma che nonostante questo il Prefetto invece abbia confermato il suo no all’evento… “Ciò che il Prefetto non sa è che noi comunque pagheremo la ditta di Castellammare che avevamo contattato. Proprio come abbiamo fatto lo scorso anno. Abbiamo firmato un contratto, quindi già lo scorso anno, quando abbiamo annullato abbiamo dovuto pagare una penale. Ora grazie a questo ennesimo rifiuto saremo costretti a pagare una nuova penale. E non stiamo parlando di 100 o 200 euro, ma di ben 4mila euro di penale”. Soldi questi che vengono versati da tutti i componenti dell’associazione che dal 2016 si auto tassano per far svolgere i fuochi pirotecnici… “I primi anni quando i fuochi potevano essere sparati dal Molo Masuccio la cifra che spendevamo era inferiore, ora invece che il Molo Masuccio non è più utilizzabile per via delle attività commerciali che ci sono, siamo obbligati a far sparare i fuochi dal mare e quindi a prendere una chiatta. Il tutto ha un costo di 15mila euro. A questo va aggiunto il costo dei vigili del fuoco, che noi in passato speravamo ci pagasse il Comune, ma dallo scorso anno anche questo ci è stato negato. Noi non stiamo chiedendo nulla a nessuno, quello che chiediamo al prefetto di Salerno è di rivedere la sua decisine e di consentirci di far effettuare questo spettacolo che si è sempre fatto ogni anno per la festa del Santo Patrono e di non trovare come scusa il Covid. Perchè gli assembramenti per i fuochi sono gli stessi che si faranno per la Santa Messa. Allora il Prefetto, se vuole essere coerente, deve dire di no anche a quella”

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