Il peso di Sica su Pastore

Scritto da , 26 giugno 2018
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Andrea Pellegrino

Il marchio di Sica non lo hai mai perso. Per quanto abbia tentato di smarcarsi, Francesco Pastore ha avuto tutto il peso di un’eredità ingombrante. Un lungo corso amministrativo e politico targato Ernesto Sica che si è concluso, probabilmente, nel peggiore dei modi. I primi segnali erano giunti già la scorsa tornata amministrativa, quando Sica per un pelo superò l’attuale vincitore Giuseppe Lanzara. Da allora è stata una curva (così accade dopo anni ed anni di amministrazione) discendente. Alle ultime elezioni ha racimolato pochissimo e non è escluso che abbia contribuito alla sconfitta di Pastore che, inesorabilmente, è stato individuato come il naturale successore di un metodo politico ed amministrativo. Sta di fatto che il risultato – già evidente al primo turno – ha confermato la voglia di cambiare dei cittadini di Pontecagnano Faiano, provando l’altra parte ed incoronando, nella notte tra domenica e lunedì, il candidato del centrosinistra Giuseppe Lanzara. Si volta pagina, insomma. O forse qualcosa cambia. Di certo, intorno a Lanzara non ruotano personaggi di primo pelo. Basti pensare che tra i primi a giungere nel comitato per congratularsi per la vittoria è stato Dario Del Gais, il primo a cui Sica lasciò il testimone, consegnandogli fascia tricolore e città, dopo lo stop imposto dopo i due mandati. In molti si chiedono quale sarà il ruolo di Vincenzo De Luca. Per ora è stato uno dei grandi assenti della campagna elettorale di Pontecagnano Faiano. Contrariamente alla scorsa tornata, il governatore non si è visto. Lo scorso anno era stato protagonista delle battaglie (perse) di Voza a Capaccio e di Bennet a Mercato San Severino. Questa volta, invece, ha seguito da lontano. Forse l’unico intervento (politico) risale ai tempi dell’accordo tra Lanzara e Bisogno, con l’improvviso passo di indietro di quest’ultimo dalla candidatura a sindaco. Naturalmente ora è il momento della festa per il Pd e per Lanzara. Ed anche il momento di lasciare alle spalle un’aspra campagna elettorale che non ha risparmiato accuse pesanti.

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