Il Pd processa De Luca e Tartaglione, grandi assenti alla segreteria regionale

Scritto da , 16 novembre 2015
image_pdfimage_print

Assunta Tartaglione annuncia che nelle prossime ore formalizzerà la sua nuova segreteria. Sarà snella ed autorevole. Ma a tenere banco è lo strappo con una componente democrat campana che ieri mattina ha rinunciato ad essere presente al vertice convocato dopo il caso De Luca – Mastursi (quest’ultimo capo dell’organizzazione del Pd) e l’azzeramento degli organismi dirigenti (eccezion fatta per la stessa Tartaglione) regionali. Si tratta dei “Giovani turchi”, componente che fa riferimento direttamente al ministro della giustizia Andrea Orlando. Ma che qui in Campania è vicina a Cozzolino e Bassolino. Lo stesso eurodeputato ieri mattina non si è presentato all’incontro, affidando poi ad una nota stampa il suo pensiero. Tra gli assenti anche Valeria Valente ed il consigliere regionale Antonio Marciano. Non c’erano neppure i rappresentanti nazionali. Tranne Sabrina Capozzolo, l’ex delfino del sindaco di Agropoli Franco Alfieri approdata al Nazareno. Ancora, diversi i parlamentari democrat della Campania che hanno respinto l’invito della Tartaglione.  Ma la vita, ieri mattina, per il segretario regionale del Pd è stata tutt’altro che facile anche nel doversi rapportare con coloro che hanno deciso di prendere parte alla riunione. Da più parti, infatti, sarebbe stata sottolineata l’abissale distanza che caratterizza il rapporto tra il partito e Vincenzo De Luca: tra il Pd e l’attuale governatore della Campania la sintonia non è mai stata troppa. La difesa dell’ex sindaco di Salerno è stata affidata “d’ufficio” al fedelissimo consigliere regionale Franco Picarone. Ma a finire nel mirino dei democrat è la stessa Tartaglione, rea di aver azzerato la segreteria mantenendo al contempo la propria carica, messa in dubbio dai compagni di partito. Ciò che viene chiesto, però, alla luce dell’annullamento delle cariche in segreteria regionale è una vera e propria svolta: se tra gli intenti di Assunta Tartaglione pare ci sia anche quello di ridurre a cinque il numero dei componenti della squadra, dall’altra parte le viene chiesto un cambio totale di rotta che poco ha a che fare con i numeri. «E’ vero – tuona Valeria Valente – che Vincenzo De Luca non ha mai brillato per correttezza di rapporti con il partito. E’ altrettanto vero però, ed è ora di riconoscerlo, che il Pd regionale ha commesso un errore quando, per esempio, ha consentito a diversi dirigenti di essere cooptati nella struttura di staff della presidenza della Regione, favorendo una commistione tra funzioni di gestione e direzione del partito. Una commistione di sicuro non virtuosa. Si e’ trattato di errori seri che oggi fanno pagare un prezzo troppo alto al Pd. Operazioni di maquillage volte unicamente a ristabilire equilibri interni al partito, non servono ad alcunché, specialmente in questa fase. L’unico nostro assillo deve essere quello di tornare a parlare un linguaggio credibile e coerente, in grado di essere compreso dai nostri elettori, attuali e potenziali». In pratica un incontro, quello di ieri mattina, giunto “fuori tempo massimo”. «Tardiva», ma per motivazioni opposte a quelle della Valente, anche per Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd Salerno, ieri presente a Napoli. «Sbagliato – dice Landolfi –  comunicarla come abbiamo fatto noi, come necessaria alla luce degli ultimi avvenimenti (la cui rilevanza non deve sfuggirci), perché un adeguamento alle mutate responsabilità di governo lo avremmo dovuto porre in essere ben prima. Un partito “che” governa deve essere organizzato come un partito “di” governo. Sostituire non può voler dire azzerare, perché il punto non è quello. È quello che dobbiamo fare, che impone, innanzitutto, un cambio di passo, centrato sulle “cose da fare”». Per Andrea Cozzolino (sfidante, tra l’altro, alle primarie del Pd, di Vincenzo De Luca): «L’obiettivo è recuperare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Ed è in questo verso che dobbiamo lavorare. Si sono commessi molti ed evidenti  errori e questo è sotto gli occhi di tutti: adesso bisogna riaffermare, fino in fondo, la funzione dei partiti che devono essere al servizio delle Istituzioni oltre gli interessi dei singoli. D’altronde non ci possono essere Istituzioni rispettate dai cittadini se i partiti, a partire dal nostro Pd, non ritrovano le ragioni di un’etica alta come precondizione per recuperare una credibilità perduta». E sul vertice di ieri mattina dice: «Che altro aspettiamo – spiega Cozzolino – per aprire una discussione di carattere nazionale? Questa riunione andava fatta con il Pd nazionale e le eventuali decisioni vanno prese con loro. Non possiamo discutere da soli chiuso nel Partito campano come se fosse un fortilizio». Assunta Tartaglione cerca di buttare acqua sul fuoco. «Cercheremo in queste ore di ricucire lo strappo con la parte del partito che non ha ritenuto di venire, sono sicura che possiamo lavorare con uno spirito di unità». Sul nuovo assetto regionale, dice: «Quando dico che sarà più snella non intendo dire che stiamo buttando via tutto il lavoro fatto dalla segreteria uscente. Chi aveva la cura di alcuni temi continuerà a lavorare nel partito nell’ambito dei dipartimenti che verranno costituiti sui temi per fare proposte concrete ai cittadini. Un passaggio, questo, fondamentale in vista degli appuntamenti amministrativi che ci attendono in primavera non solo a Napoli ma in tutta la Campania. Il Pd della Campania deve lavorare subito per ricostruire il rapporto con i cittadini confusi da questa vicenda, che è stata gestita malissimo sul piano della comunicazione e si è abbattuta come una folgore sul partito, creando un forte danno d’immagine al Pd». Sul possibile ingresso nella giunta De Luca di esponenti del Pd, la Tartaglione annuncia: «Questo è prematuro – ha risposto la Tartaglione – In questo momento è importante che si crei e si rafforzi il raccordo tra Pd e giunta regionale. Un contatto con De Luca? Ci sarà in seguito». Insomma, due sono i dati di fatto al momento: che il distacco tra palazzo Santa Lucia ed il Pd sia ai massimi storici, nonostante alla guida della giunta regionale vi sia proprio un uomo del partito; dall’altro il sostanziale silenzio di Roma, con l’unica risposta-non risposta giunta da Matteo Renzi che non ha certo contribuito a chiarire le idee al Pd Campania.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->