Il Pd a Salerno con l’incognita De Luca

Scritto da , 30 Gennaio 2013
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Il divario sembrerebbe si stia riducendo di giorno in giorno. Praticamente il Cavaliere sarebbe ad un passo dal pareggio con Bersani. E non solo in Campania dove, almeno nelle rilevazioni delle intenzioni di voto per il Senato a dividere le due coalizioni pare ci siano due punti percentuali. Un divario che si sarebbe proietatto anche in altre realtà italiane, seppur la Campania resti una delle regioni chiave di questa campagna elettorale.
Lo scandalo Mps di certo non ha giocato bene a Bersani e le ultime dichiarazioni diVendola su Monti, avrebbero fatto il resto. Insomma il Partito democratico starebbe perdendo quota a favore del centrodestra di Silvio Berlusconi. A quanto pare gli ultimi sondaggi si orientano tutti nella medesima direzione.
Qui a Salerno, al di là del Popolo della Libertà, nel centrodestra a far da traino ci sono anche i Fratelli d’Italia, con una lista quasi tutta salernitana composta dall’ex presidente della Provincia Edmondo Cirielli. La formazione della Meloni, di Crosetto e La Russa, vista la sua conformazione e rappresentanza territoriale potrebbe ottenere un buon risultato. Il Pdl, invece, oltre la presenza dell’ex ministro Mara Carfagna dovrà puntare tutto sul suo leader nazionale e sul simbolo. Nel Grande Sud una spinta potrebbe giungere dal deputato uscente Gerardo Soglia che starebbe aggregando un bel numero di persone sul territorio salernitano.
Spostandoci al centro, l’incognita resta la lista Monti. Non si conosce che presa potrebbe avere sull’elettorato. Restano stabili le “quotazioni” di Udc e Fli, nella coalizione del premier uscente, l’unica novità potrebbe realmente essere rappresentata dalla Scelta Civica. Qui è candidato il professore universitario cavese Armando Lamberti.
Non si prevede exploit per il Movimento 5 Stelle. A Salerno i grillini, almeno fino ad ora, non hanno grosso seguito. Fondamentalmente il territorio salernitano resta ben ancorato ai partiti e difficilmente è affascianto da movimenti come quello diBeppe Grillo.
Nel Pd, l’incognita è Vincenzo De Luca. Se il sindaco di Salerno resterà a braccia conserte, assicurandosi solo la riconferma di Fulvio Bonavitacola, sarà davvero dura per il Partito democratico salernitano, e soprattutto per l’ala storica che solo nell’ultimo periodo ha perso parecchi pezzi per strada. Tra l’altro da non sottovalutare il silenzio dei renziani che comunque muovono un bel numero di persone. Insomma se De Luca non inizierà il suo tour in lungo e largo per la provincia di Salerno, un brutto risultato è da mettere già in cantiere.
Il centro democratico di Donadi e Tabacci potrebbe sperare nel consenso degli ex dell’Italia dei Valori, quasi tutti confluiti nella formazione che vede proprioFormisano tra i fondatori.
Per Ingroia, la poca rappresentanza salernitana potrebbe essere un handicap di non poco conto. D’altronde la Rivoluzione Civile, qui nel salernitano, ancora deve partire.
Dunque se il centro manterrà le stime, il duello a Salerno dovrebbe essere tra i Fratelli d’Italia e Pdl in casa centrodestra mentre a sinistra, l’unico a dover fare da padrone dovrà essere il Pd. Ma quello del sindaco De Luca che tra l’altro già guarda dritto verso Palazzo Santa Lucia.

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