Il No Crescent denuncia il Consiglio comunale

Scritto da , 21 Luglio 2013
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Chiederanno alla Procura della Repubblica di verificare se ci sono state omissioni o abusi da parte del Consiglio comunale nel caso della decadenza del sindaco De Luca. Il comitato No Crescent torna alla carica e sottolinea nuovamente come non sussista alcuna incompatibilità per il semplice fatto che Vincenzo De Luca non è viceministro. «Non c’è nomina – spiegano – e non vi è alcun decreto emanato che conferisca al sindaco di Salerno l’incarico. Il Consiglio comunale aveva il dovere di verificare la sussistenza della nomina così come lo stesso sindaco aveva il dovere di rendere noto il decreto di conferimento. Ma da quanto si apprende – proseguono dal No Crescent – dalle delibere di Consiglio, non ci sono mai state verifiche in tal senso. Eppure organi comunali, quali la presidenza del Consiglio comunale, il Segretario generale, la Commissione Statuto, avevano un preciso dovere in tal senso. Cosa hanno contestato ai fini dell’incompatibilità di De Luca? Sembra già di assistere ad una farsa nella quale gli attori protagonisti organi pubblici che dimostrano come sia poco avvertito il concetto di dovere, di senso dello Stato e delle Istituzioni. Così come c’è disinformazione nell’attribuire il titolo di viceministro anche da parte della stampa, titolo inesistente che comunque non potrebbe essere conferito alla luce del fascicolo penale per le vicende sulla non completata sdemanializzazione dell’area di Santa Teresa, a maggior ragione al dicastero delle infrastrutture che proprio di demanio si occupa». Intanto ieri, il primo cittadino De Luca è stato al centro di una diatriba con un giornalista del noto programma di Raitre, Report. Alla base l’avvio della registrazione da parte del cronista senza aver avvertito il sindaco. E’ stato proprio De Luca a riferire l’accaduto sul proprio profilo Facebook, definendo il giornalista “scorretto”: «Stava registrando una conversazione assolutamente informale. Ho così ritenuto di non proseguire nell’intervista. È sconcertante rilevare come alcuni settori dell’informazione del nostro paese siano interessati più a creare ogni volta un caso, una polemica, una sceneggiata, piuttosto che a chiarire il merito delle questioni, consentendo correttamente agli interlocutori di esprimersi».

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