Il mea culpa di Cortolano

Scritto da , 20 novembre 2018
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di Redazione Sportiva

Il balletto delle responsabilità altrui su quanto accade da anni nel Vallo di Diano, come sempre avviene all’indomani di un evento. E’ avvenuto con la chiusura del tribunale, successivamente con la soppressione del carcere ed ora puntuale giunge con la paventata soppressione del reparto nascite dell’ospedale Luigi Curto. Un balletto indecoroso ed indegno, ma soprattutto offensivo nei riguardi della intelligenza della popolazione, che come sempre si pensa ignorante ed incapace di pensare. Una voce fuori dal coro è quella che si è ascoltata in queste ore, ed è quella del coordinatore di zona del Partito Democratico. Il referente del Pd del Vallo di Diano, Mimmo Cartolano, è intervenuto in merito al provvedimento di chiusura del punto nascita dell’ospedale di Polla. Cartolano ammette la responsabilità politica inerente al suo partito di appartenenza del provvedimento. “Tutto ha origini dal Decreto Balduzzi, di un governo del centrosinistra. Leggi errate, come questa, che ci hanno fatto perdere le elezioni del 4 marzo. Ma aggiunge Cartolano le responsabilità sono attribuibili anche ai medici del reparto pollese. Perchè, si domanda Cartolano, tante donne del Vallo scelgono altri ospedali per partorire e non quello di Polla?”. Una riflessione ed un esame di coscienza dovrebbe essere fatta da parte di questi ultimi. Il numero dei parti nel circondario superano abbondantemente le 500 unità imposte della legge, ma di queste quante avvengono nella struttura del vallo di diano e quante avvengono a Lagonegro, Potenza e soprattutto nelle cliniche private? In merito a questo è invece intervenuto il coordinatore della Lega, Fabio Leuzzi: “Ma voi veramente pensate che le famiglie del vallo preferiscano trasferirsi in ospedali lontani, farsi chilometri e chilometri solo per un capriccio? O come ha dichiarato il primario perché l’erba del vicino è sempre più verde? Suvvia non scherziamo, lo stesso primario ha dichiarato che se ci fossero fondi avrebbe investito in attrezzature più moderne e personale più “giovane e motivato”, ammettendo intrinsecamente dunque che il reparto non funziona, che il sistema è obsoleto, che gli operatori sono “oramai stanchi e poco motivati”. C’è una legge, che piaccia o no, che chiude gli ospedali sotto una soglia minima nascite annue, pensate che l’ospedale di Polla gestito correttamente non avrebbe fatto quei numeri?? Certo che li avrebbe fatti, ne avrebbe fatti anche di più. Ma purtroppo è rimasto un reparto arretrato, che non si è allineato con i tempi, è rimasto l’unico ospedale, dove non si effettua il rooming in (Salerno, Potenza, Lagonegro per citare quelli più vicini lo utilizzano), il nido viene gestito con linee guida che si utilizzavano in tempi remoti, un reparto ove la gentilezza non è proprio il massimo (lo lascia intendere anche lo stesso primario sempre nell’intervista), dove non viene promosso l’allattamento al seno ma si da ai neonati “la bottiglietta” al primo pianto, un reparto ove si impedisce alla madre di vedere il figlio se non “negli orari stabiliti”, un reparto dove ci risulta che la prima domanda quando un paziente arriva è: ”Chi è il tuo medico?“. Poi non ci si deve meravigliare che la gente scappa!”.

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