Il maxi compenso a Di Matteo scatena furibonde polemiche

Scritto da , 22 Ottobre 2020
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Qualcosa di differente dalla opposizione, quella operante sino alle elezioni dello scorso settembre, nel parlamentino cittadino, si inizia ad intravedere: dopo un’assenza di valido contrasto alla gestione Servalli del primo quinquennio da sindaco, con un silenzio assordante nei banchi della nutrita pattuglia di minoranza, è stato sufficiente portare sugli allori della elezione a consigliere comunale di Luigi Petrone, più noto come Fra Gigino, quando vestiva il saio francescano, per trovare una combattività, ormai sopìta. Mostrata la delusione, definendo la nuova giunta, una copia sbiadita della precedente, non si è fatta attendere un nuovo strale, sempre da parte de “La Fratellanza”, gruppo che fa capo al Petrone, in merito ai compensi dei neo nominati componenti dello staff, con la pubblicazione della determina 415 del 19 ottobre: per Aliotti, capo dello staff, per la Ferrara, addetta alla comunicazione, per Rino Ferrara e per Manuela Pannullo, cifre da capogiro, mentre per Di Matteo, che ha rinunciato alla consulenza per l’Ausino, una valutazione economica, che vista come compenso al 50%, lascia impietriti. La reazione dei cittadini è stata immediata ed i commenti che si sono precipitati a pubblicare sulla pagina Fb dell’oppositore, non sono stati teneri: tutt’altro, a conferma della approssimazione che sta caratterizzando l’operato del sindaco. Prebende che riescono a decifrare le scelte, in sede di composizione delle liste che lo hanno sostenuto, stilate soprattutto in virtù di promesse che si stanno manifestando con incarichi a pioggia. In tutto questa confusione, generata anche dalle voci che si susseguono nel tentativo di sbrogliare la matassa della questione Cariello (sindaco di Eboli) – Sorrentino (dirigente del Comune di Cava de’ Tirreni), si innesta la ritardata proclamazione degli eletti da parte della Commissione Elettorale della Corte di Appello (ieri ultimo giorno per chiudere i ricorsi), nonché la mancata nomina del presidente del consiglio comunale, indispensabile per firmare la convocazione del primo consesso amministrativo. Altra considerazione riguarda i rendiconti delle spese elettorali, richiesti sia agli eletti ( ancora sconosciuti, ufficialmente) che ai non eletti: i candidati nelle elezioni comunali nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, ai sensi dell’art. 7 comma 6 della legge 10 dicembre 1993 numero 515, entro tre mesi dalla proclamazione, devono trasmettere al Collegio regionale di garanzia elettorale la dichiarazione di cui all’articolo 2 della legge 5 luglio 1982 numero 441 ed il rendiconto relativo ai contributi, ai servizi ricevuti ed alle spese sostenute, allegando gli estratti del conto corrente bancario o postale utilizzati. L’obbligo della dichiarazione riguarda anche quei candidati che per la propria campagna elettorale non hanno sostenuto spese e non hanno ricevuto alcun contributo.

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