Il Fai presenta la sua nuova sezione Junior

Scritto da , 18 novembre 2015
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Doppio rècital stasera alle ore 17,30 nel salone del Circolo Canottieri Irno con il pianista Stefano Salvo e il mezzosoprano Michela Rago accompagnata da Marco Rizzo

 

Di Olga Chieffi

Questo pomeriggio, alle ore 17,30, nei saloni del Circolo Canottieri Irno Salerno, il presidente della delegazione FAI di Salerno Susy Camera D’Afflitto, in occasione dell’inaugurazione della sezione junior, in cui i giovanissimi potranno essere iniziati alla cultura della salvaguardia dei beni culturali, dell’adozione di un monumento d’arte o appartenente alla natura, presenterà due giovani talenti della musica seria. Aprirà il rècital l’undicenne pianista Stefano Salvo, allievo di Joao Carlos Parreira, con l’Improvviso Op.90 n°2 di Franz Schubert uno schizzo pianistico che non ha alcuna pretesa e ambizione descrittiva: vivente dell’unica ricchezza determinata dalle idee musicali e dalle risorse armoniche espresse con inesauribile varietà di modulazioni dello strumento a tastiera: la pagina in mi bemolle maggiore, può essere classificato come uno studio per la regolarità e la quadratura del ritmo, con la martellante sezione centrale «all’ongarese». Omaggio a Fryderyk Chopin con il Notturno op.9 n°2, in Mi Bemolle che ha il tono di una lettera amorosa per la fanciulla tenuta all’oscuro della fiamma suscitata dall’autore. Portrait che continuerà con tre Waltz del genio polacco con il secondo dell’opera 64 in Do diesis minore, malinconico e languido, con un intermezzo volante e civettuolo, il secondo in La minore dell’op.34, composto a Vienna, introspettivo fino all’ipocondria, e oscillante fra lo scoramento, la speranza, la delusione, e il primo in La bemolle dell’op.69, un intenso quadro triste e sereno ad un tempo. Passaggio al Ludwig Van Beethoven della Sonata op.27 n°2 in do diesis minore, il più celebri dei “moonlights”. L ‘Adagio sostenuto ha un andamento liederistico («si deve» suonare molto delicatamente e senza sordina», raccomanda l’autore) e prelude a sonorità ed atmosfere impressionistiche. Berlioz, si è espresso così: «La mano sinistra spiega dolcemente larghi accordi d’un carattere solennemente triste e la cui durata permette alle vibrazioni del pianoforte di spegnersi gradatamente su ciascuno di essi, mentre la mano destra, arpeggiando un disegno ostinato d’accompagnamento, la cui forma non varia quasi dalla prima battuta melodica all’ultima, fa sentire una specie di lamento: fioritura melodica di questa oscura armonia». A proposito della melodia del primo tempo inserita nei giochi armonici delle terzine, notiamo un’ascendenza mozartiana derivata dalla prima scena del Don Giovanni riguardante il duello fatale fra il protagonista dell’opera e il Commendatore. Beethoven, naturalmente, accentua il sentimento di dolore e tocca vertici espressivi senza precedenti. È un dolore, come è stato detto giustamente, che la soavità e la dolcezza dell’Allegretto, che stasera non verrà eseguito, attenua e ammorbidisce, segnando il passaggio verso “la vittoria della vita” virilmente esaltata nel Presto finale, tempestoso e incandescente nel suo dinamismo ritmico, senza posa e con il cuore in gola. Ancora miniature preziose per il piccolo pianista con Le Onde di Ludovico Einaudi oggi considerato da molti l’ Erik Satie del XXI secolo, per la sua produzione dallo stile solo apparentemente semplice che si spinge oltre i confini di quanti ascoltano la musica classica tradizionale. Salvo continuerà, quindi, con il Rondò della Sonata in La Maggiore, K 331, che Wolfgang Amadeus scrisse nel 1778; la parte finale (“Coda”) fu aggiunta alcuni anni dopo. Evidentemente il compositore intendeva ispirarsi, con fare bonario e piacevolmente divertito, alla musica militare delle bande dei Giannizzeri, che erano presenti su tutto il territorio asburgico e quindi anche in Austria. Sentiamo infatti l’imitazione dello stile militare e popolaresco, percepiamo il rullo dei tamburi e ci sembra quasi di immaginare il tintinnio del triangolo e dei sonagli. Stefano Salvo lascerà la ribalta al mezzosoprano Michela Rago in duo con il pianista Marco Rizzo sulle note del più famoso dei ragtime di Scott Joplin The Entertainer. Michela Rago proporrà due perle della letteratura musicale dedicate a questo registro l’Habanera, sensualità e ritmo primordiale, simbolo di Carmen e la calda vena melodica di “Mon coeur s’ouvre à ta voix” inonderà, poi, sala Dalila seduce con quest’aria Sansone, di lei segretamente innamorato, con l’intento di carpirgli il segreto della sua forza, cuore del II atto del Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns. Stacco pianistico con lo chopin di Marco Rizzo che ha scelto il Notturno in do minore op.postuma e la terza ballata op.47 e gran finale con la deliziosa canzonetta di Gaetano Donizetti, “Me voglio fa’ ‘na casa”, che ci porta in pieno Ottocento, in cui la melodia partenopea si incrocia con la limpidezza formale del grande operista bergamasco e I’ te vurria vasà.

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