«Il Covid per le mafie è occasione di Welfare alternativo»

Scritto da , 23 Ottobre 2020
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di Pina Ferro

«In relazione all’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus si rappresenta che la debolezza del sistema economico offre alle organizzazioni criminali da un lato la possibilità di creare un’accesa conflittualità e dall’altro lato la possibilità di porsi come welfare alternativo: un valido punto di riferimento sociale». E’ quanto ha sostenuto il ptefetto di Salerno, Francesco Russo, nel corso dell’audizione, avuta ieri, in commissione Antimafia. «A titolo esemplificativo – ha aggiunto il prefetto Russo – si richiama l’iniziativa promossa da un noto pluripregiudicato dellAgro nocerino sarnese – affiliato alla criminalità organizzata – che attraverso l’azienda di famiglia, attiva nel campo della sanificazione, aveva implementato la produzione di disinfettanti da donare a chiunque ne facesse richiesta». I temi toccati dal prefetto Francesco Russo durante l’audizione sono stati molteplici. «Il rallentamento del sistema economico in questo periodo ha assunto dimensioni rilevanti e potrebbe aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento. Da una recente indagine congiunturale condotta dalla Camera di Commercio – ha spiegato Russo – è stata registrata infatti una sofferenza in quasi tutti i comparti, specie nel settore delle costruzioni e delle opere pubbliche. In particolare la prolungata situazione di stallo di numerosissime imprese edili ha aumentato in maniera significativa il numero di cassintegrati, con nuove richieste di ammortizzatori sociali. E’ presumibile pertanto che tale difficile situazione economica possa offrire ai clan spunti di ingerenza nell’economia sana attraverso la trasfusione di capitali frutto di attività illecite che, se nell’immediato possono rappresentare un mezzo per uscire dalla crisi economica, a lungo termine costituiscono uno strumento pervasivo nei settori dell’economia”. Russo ha tracciato un doppio scenario, il primo “di breve periodo in cui le consorterie criminali potrebbero consolidare sul territorio il proprio consenso sociale attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare in futuro, offrendo un supporto a famiglie, aziende e titolari di attività commerciali di piccole e medie dimensioni attraverso l’erogazione di prestiti e denaro con la prospettiva di fagocitare le imprese più deboli facendole diventare strumenti per riciclare e reimpiegare capitali illeciti». Russo ha poi illustrato «il secondo scenario, di medio e lungo periodo, in cui le consorterie criminali potrebbero costituire punto di riferimento affidabile ed efficace anche su scala più generale, ed inquinare il mercato penetrando ancor più nelle strutture delle aziende rese deboli dalla crisi economica e finanziaria. In quest’ottica le aziende di medie e grandi dimensioni potrebbero essere attratte dalla prospettiva di usufruire di capitali provenienti dalla criminalità e sfruttare la situazione per divenire competitor unici in settori di mercato in cui operano aziende più piccole e meno competitive, che in tal modo rischiano di chiudere. Tale situazione inciderebbe evidentemente anche sul principio di libera concorrenza». Parlando di criminalità, il prefetto Russo ha spiegato che:«Nella provincia di Salerno accanto alla famiglie storiche camorristiche si collocano gruppi criminali che – sebbene meno strutturati a livello strategico e organizzativo – sono dedicati al controllo delle attività illegali su piccole porzioni di territorio. Le organizzazioni di maggiore spessore hanno raggiunto nuove e più incisive tecniche di penetrazione nel tessuto socio-economico finalizzate a controllare alcuni settori dell’economia provinciale: costruzione di opere pubbliche, forniture di servizi e ambiente». «Per quanto riguarda il caporalato ce ne siamo occupati nell’ambito della piana del Sele e in particolare nel comune di Eboli. Anche se il Covid ha rallentato le nostre attività, con i sindacati, alle associazioni datoriali e all’amministrazione avevamo individuato un percorso proprio per garantire e consentire di riportare nell’alveo della legalità l’aspetto riguardante la scelta dei lavoratori. Si tratta di un fenomeno che purtroppo permane e che è costantemente seguito. L’ambito è estremamente appetibile per la criminalità organizzata». Poi il Prefetto di Salerno evidenzia che nei comuni del Cilento è in corso un’attività investigativa “tesa a monitorare possibili infiltrazioni dei gruppi criminali nel settore alberghiero». Si tratta di un settore che sta attraendo considerevoli investimenti e può attrarre capitali derivanti da attività illecite. Questo territorio infatti rappresenta un punto da tenere particolarmente attenzionato evidentemente sotto il profilo turistico».

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