Il consigliere Corrado Naddeo: ” I cinque anni di amministrazione Napoli non sono stati soddisfacenti, manca una progettualità di sviluppo”

Scritto da , 1 Ottobre 2020
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di Erika Noschese

I cinque anni di amministrazione Napoli non sono stati soddisfacenti. E’ questo, in sintesi, il pensiero di Corrado Naddeo, consigliere di maggioranza ma spesso in polemica con il primo cittadino e le iniziative messe in atto.
Mancano all’incirca sei mesi per le amministrative che vedranno protagonista anche la città capoluogo. Sarà nuovamente in campo?
“Devo dire che quest’esperienza di questo quinquennio mi ha dato molti stimoli ma anche qualche delusione rispetto alle aspettative ma nella vita bisogna prepararsi al dolce e al salato. Continuo a lavorare con interesse al bene della mia città ma devono esserci le condizioni per poter esprimere quello che vorrei fare per la mia città e spero ci siano le condizioni a farlo, con il desiderio di riuscire a fare più di quel poco che ho fatto. Bisogna sapersi accontentare e guardare anche alla parte piena del bicchiere ma bisogna avere tenacia, perseveranza e le idee chiare su cosa si vuol fare”.
Sarà presente con Azione o da civico?
“Insieme agli avvocati Leonardo Gallo e Antonio D’Alessio abbiamo fatto un’adesione ad Azione ma quelle che sono le strategie, nell’immediato futuro, le modalità del partito non sono ancora definite, soprattutto per i capoluoghi di provincia. Determinate decisioni vengono dagli ambienti romani ed è chiaro che fino a quando siamo all’interno del partito facciamo riferimento alle decisioni assunte dai vertici nazionali, anche con il nostro ausilio perchè il nostro movimento vede una grande sintonia e un grande ascolto dei territori ma se si prende una decisione, dopo un congresso nazionale che potrebbe essere imminente e quindi nel mese di dicembre, bisogna seguirle. Per noi appartenere ad un movimento politico significa seguire le linee guida che vengono dettate, fermo restando la possibilità di poterli orientare sui territori. Alle regionali, ad esempio, Azione non ha partecipato e non avevamo una linea di partito da seguire. Stiamo lavorando molto sui territori, così come abbiamo avuto mandato dal partito a livello nazionale che ci ha chiesto di svolgere un’azione di affiliazione, non campagna acquisti, sulla base di condivisione di principi e di valori e di crescere sul territorio. Noi partiamo dal basso, il partito non ha deciso di mettere insieme deputati e senatori per darsi un peso a livello nazionale ma, molto più saggiamente, ha deciso di partire dal basso, dai territori proprio come stiamo facendo. Stiamo trovando molto interesse, a livello provinciale: l’avvocato De Filippis, ad esempio, si è brillantemente espresso ed è un consigliere comunale di Cava de’ Tirreni. Abbiamo consiglieri comunali che aderiscono a Pontecagnano, a Sarno ma anche in altri comuni della provincia. Per quanto riguarda le città medie e medie grandi che vanno al voto nel 2021 si seguiranno le linee politiche dettate a livello nazionale”.
Si parla di una ricandidatura del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Crede che questa ricandidatura sia meritata?
“Questo tipo di decisioni vengono prese nell’ambito di una coalizione, dopo un’ampia discussione. Se socialisti, Azione, Pd, liste civiche decidono di sostenere un candidato unico allora ci si mette ad un tavolo e si ragiona. Evidentemente, quando si creano accordi a livello nazionale si fanno ragionamenti anche su scala più ampia: il ragionamento di Salerno, se c’è un unico tavolo, può essere collegato al ragionamento di Napoli o di Caserta, Benevento o altri comuni. Non sono in grado di dare una risposta su questo perchè non ho la facoltà di poterla dare; le direttive sulla politica locale, su città medio grandi, sono direttive politiche che vanno definiti a livello nazionale nell’ambito di accordi e se questo avviene si va in una direzione. Se Azione decide, in tutte le città medio grandi, decide di portare avanti un discorso civico, trasversale, con un proprio candidato è chiaro si troverebbe difficoltà a condividere un candidato sindaco già pre designato, senza avere chiare le idee su schieramenti e coalizioni ed è impossibile”.
Se dovesse giudicare l’operato del sindaco uscente: cosa è andato bene e cosa no?
“La città non ha, in questo quinquennio, sviluppato un livello di progettualità e di completa realizzazione soddisfacente. Credo che il giudizio non sia soddisfacente. Abbiamo elaborato molte proposte che, evidentemente, sono ancora in fase di valutazione da parte dell’organo di giunta: abbiamo chiesto degli interventi di una certa importanza circa la sicurezza pubblica, il decoro, lo sviluppo dell’economia in fase Covid, la politica dell’impiantistica sportiva così come siamo intervenuti su discorsi più importanti come il Pip nautico, un progetto che abbiamo salvato dal rischio concreto che potesse essere snaturato laddove, invece, l’amministrazione ha dato un vero e proprio significativo ascolto ad una battaglia fatta con Gallo e D’Alessio per portarla alla sua destinazione finale originale, quella di una struttura fondamentale per la cantieristica che si inserisce in un discorso più ampio della rivisitazione di tutta la fascia costiera che deve essere totalmente liberata dalla funzione di parcheggio invernale per le imbarcazioni. Deve essere restituita al decoro e ad un utilizzo molto più proficuo per l’economia della nostra città e contestualmente consentire uno sviluppo della cantieristica laddove avremo la possibilità di posizionare attività nell’area del Pip nautico, consentendo uno sviluppo di questo settore di cui la città ha necessità. D’altra parte, ci sono una serie di correlazioni molto strette: il completamento del Marina d’Arechi, il village, con la realizzazione di progetti di pubblica utilità vanno di pari passi con la realizzazione del Pip Nautico. Se noi non sgomberiamo l’area di sosta e di parcheggio del Marina d’Arechi, offrendo la possibilità di allocare le imbarcazioni, nel periodo invernale, in aree dedicate con capannoni coperti ed altro, è chiaro che all’imprenditore risulta difficile portare avanti il progetto. Discorso diverso è quello relativo al ponte sospeso, con il ponte isola perchè la situazione è complessa, la fascia costiera si è modificata; ci sono una serie di problematiche sulle quali è difficile entrare ma nell’immediato io, come consigliere, ritengo che sia importante battere in maniera decisa su alcuni aspetti della città che devono essere meglio attenzionati: la sicurezza, l’igiene e il decoro urbano vanno stimolati e, una volta ottenuti questi obiettivi, è chiaro che il rilancio è conseguente”.
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