Il clan Cava gestiva la prostituzione Ricevevano tra Capaccio e Salerno

Scritto da , 22 marzo 2018
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Pina Ferro

Prendevano appuntamento telefonicamente e parlando in codice, poi venivano ricevuti in case di lusso ubicate a Salerno, in provincia e nel avellinese. In queste abitazioni dagli ambienti confortevoli le signore del sesso a pagamento soddisfavano le richieste dei clienti disposti a sborsare anche ingenti cifre per qualche ora di piacere assoluto. Le prostitute erano di varie nazionalità. A svelare il giro di sesso a pagamento, gestito da uno dei più importanti clan dell’irpinia è stato un collaboratore di giustizia. Erano gli stessi solidali a reclutare le lucciole e, a mettere a disposizione gli appartamenti dove poi si prostituivano. Sei al momento le persone indagate per traffico di droga e associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione; diverse le perquisizioni effettuate nella giornata di ieri a Salerno, Capaccio, Scala, Cesinati, Solofra e Serino. Le perquisizioni sono state effettuate, dagli uomini della Squadra Mobile di Avellino, nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli su un presunto giro di prostituzione tra l’Irpinia e il salernitano. L’inchiesta, ancora in corso, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai pm della Dda DI Napoli Liana Esposito e Henry John Woodcock, è scaturita da intercettazioni telefoniche e dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia che ha chiamato in causa un boss, Mario Ruggiero, ritenuto legato al clan camorristico dei Cava, attivo nell’Avellinese. Tutto è nato dall’indagine su uno strutturato traffico di droga, per lo più a base di cocaina. Poi è arrivata l’inattesa rivelazione della prostituzione. Gli appostamenti hanno permesso di ricostruire le modalità degli incontri e come operava la banda. Gli inquirenti ipotizzano infatti che ci potrebbero essere altri complici che partecipavano alle attività dell’associazione. E collegamenti proprio con storici clan che si muovono fra Avellino e il napoletano. Da Quindici e dal Vallo, negli anni passati, l’influenza dei clan si estesa in passato fino all’agro-nocerino sarnese.

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