Il caso Pontecagnano e l’ex ciminiera

Per il secondo giorno consecutivo i lavori di demolizione della ciminiera ex-Spineta di via Budetti a Pontecagnano sono fermi. Il mozzicone di quella che un tempo era il polmone della fabbrica sta ora, come un gigante ferito, in attesa del suo destino. Questo fermo non si capisce, in verità! Se era tutto regolare, perché l’abbattimento non continua? Se è vero che nei giorni precedenti il fermo dei lavori, causa epidemia, erano stati fatti lavori sulla struttura metallica della ciminiera, interrotti dal fermo lasciando il fumaiolo pericolante, ebbene, questa circostanza può essere documentabile, anche attraverso la visione satellitare di Google! Sta di fatto che la metà residua della ciminiera appare, al momento, come solidissima e non ci sono segni della presenza di strutture metalliche di cerchiaggio. Come si sia fatto a togliere strutture di ferro dal camino, passando per l’interno anziché procedere alla rimozione progressiva della ciminiera dall’alto, resta al momento una curiosità, che sarà soddisfatta presto. In attesa della risposta a breve, voglio però qui parlare di politica. Più precisamente di politica e cultura. Perché i politici non possono ignorare del tutto la cultura. Le persone colte hanno una certa influenza sull’elettorato e tendono a mandare i politici rozzi nelle barzellette. Quindi, la politica di qualità preferisce salvare la cultura per calcolata strategia; quando poi c’è anche la sensibilità personale, il politico, facciamo il caso un sindaco, è la fortuna per il suo paese. Questo panegirico del sindaco sensibile alla cultura della sua terra è necessario perché voglio fare un paragone tra esempi diversi di paesi cosi’ vicini eppure così lontani: Giffoni Valle Piana e Pontecagnano Faiano. Due stili diversi. Due impegni per la cultura purtroppo divergenti. Giffoni è considerata nel mondo per il Festival. Ma, direi, anche la salvaguardia della sua storia è stata, per quanto possibile, curata molto meglio di Pontecagnano. Parliamo di storia umile se osservata sotto una limitata valutazione della cifra puramente estetica; ma grandiosa se la cifra artistica è rapportata all’ingegno umano della civiltà industriale, da cui è nato il mondo moderno. Ebbene, Giffoni Valle Piana ha salvato l’immagine antica della sua storia industriale, restaurando l’antica ramiera settecentesca presente nel paese. O meglio, il sindaco Ugo Carpinelli, quando era primo cittadino, salvò l’antica fabbrica. Lo fece perché amava il suo paese veramente, e, con esso, la dignità della sua storia. E anche perché, essendo del Partito Democratico, non poteva dimenticare per ragioni di età, di essere stato un tempo del Partito Comunista. E quindi aveva memoria del sangue e sudore degli operai, sul cui sacrificio questa Italia è cresciuta. Perché questo non succede a Pontecagnano? Eppure, se non sbaglio, anche in questo paese c’è un sindaco del PD che è molto giovane, e probabilmente non è documentato come noi anziani sulla storia del mondo dei lavoratori. Capisco che il momento è drammatico e lui si dà da fare per controllare il contagio (a proposito, ha controllato che durante la demolizione della ciminiera siano state rispettate le norme e le distanze?) ma, appena avrà un attimo di tempo, ponga memoria alla umile e solenne bellezza del quartiere industriale dismesso di via Budetti, a quel palazzetto in stile liberty che si vuole abbattere. Insomma, alla storia del suo paese, come ha fatto Carpinelli. Che per fare apporre il vincolo come monumento, andò personalmente alla Sovrintendenza ai Monumenti, afflitta di solito da una certa lentezza strutturale per apporre i vincoli avendo (perché cosi’ ha voluto la politica) il culo di pietra. Comunque, caro Sindaco, se vorrà fare qualcosa, noi ci siamo. Ci stiamo documentando sull’operazione, e presto, appena possibile, ne faremo un dibattito a piazza Sabato. Anche con la Destra e con la Sinistra Giovanile. Sarà un dibattito interessante. Michelangelo Russo