Il canto impegnato di Maria Antonietta

Scritto da , 25 Settembre 2020
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La quarta edizione di Teatri in blu, chiude stasera in Piazzetta Grotta, con un’artista che porta lo stesso nome della tonnara ancorata nel porto di Cetara, su cui è nata la rassegna teatrale firmata da Vincenzo Albano

Di Olga Chieffi

Sarà la cantautrice e scrittrice marchigiana Maria Antonietta a porre il sigillo su questa quarta edizione di Teatri in Blu, una rassegna ideata da Vincenzo Albano per Cetara, che quattro anni or sono salpò gli ormeggi sulla più maestosa e storica delle tonnare cetaresi, appunto la Maria Antonietta che divenne palcoscenico d’elezione e spazio anche conviviale, enogastronomico e critico, per un imbarco ideale senza approdi sicuri, in continua recherche. Quest’anno gli spettacoli si sono svolti tutti sulla terraferma in piazzetta Grotta, ove stasera alle ore 21, i riflettori si accenderanno, sulla rivelazione della canzone d’autore, con Maria Antonietta. Spettacolo certamente non allineato, quello di stasera, offerto da un’artista della scena musicale indipendente, che imbastirà in uno “zibaldone”, come lei lo ha definito, una trama di poesie e letture effettuate durante il lockdown e un ordito di brani tratti da tutto il suo repertorio, accompagnandosi solo con la sua chitarra. “Solo show” è il titolo della performance e la condivisione di pensieri e spazi è l’intento dell’artista, che con estremo coraggio, mette a nudo la “vera sé”, le ansie e paure di una vita, seppur giovane o, forse, proprio perché tale. “Arte e poesia sono linguaggi universali –questo il messaggio che intende lanciare Maria Antonietta– capaci di mettere in comunicazione tutti gli esseri viventi. Le parole sono importanti, cambiano la realtà, vincono il tempo, lo spazio, le difficoltà, la distanza… dobbiamo averne cura”. È il caso di Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, cantautrice che ha saputo unire il punk e i suoi suoni al cantautorato italiano più importante in una maniera molto interessante. Maria Antonietta racconterà se stessa, attraverso canzoni in prima persona che non hanno paura di mettere a nudo sentimenti e vulnerabilità, una lunga confessione, fra rabbia e autoconsapevolezza, in costante quanto precario equilibrio tra sfogo tardoadolescenziale e agognata, e a tratti raggiunta, maturità emotiva, in costante equilibrio fra il rock vicino al punk dell’esordio nel mare magnum della musica e un cantautorato più intellettuale, seppur sempre molto istintivo, fra ricercatezza e immediatezza, fra contemporaneità e neoclassicismo, fra un sound delicatamente italiano e mediterraneo e l’influenza, forse, della sua regione, ma tenendo inchiodato all’ascolto il pubblico con la grande poesia, dei suoi scrittori più amati.

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