I trucchi del clan dello straordinario

Scritto da , 11 agosto 2018
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Vincenzo Senatore

Tocca ancora occuparci della questione del Psaut 118 di via Vernieri. Nulla contro queste persone, che svolgono un lavoro prezioso per la comunità, ma quando in gioco ci sono i soldi dei contribuenti bisogna fare attenzione. I tanti episodi che emergono leggendo le carte e effettuando riscontri con fonti che hanno lavorato all’interno fanno emergere un quadro preoccupante, dove alcune emergenze sembrano essere create ad arte. Il 26 giugno di quest’anno, infatti, accade un episodio clamoroso: quattro infermieri dei sei in servizio al Psaut sono in ferie. Uno perché prossimo alla pensione e gli altri perché hanno chiesto, e incredibilmente ottenuto dalla dirigente addetta, i giorni di permesso. Infatti dal registro dei turni risultano coperti da infermieri in regime di lavoro straordinario le fasce orarie 7.50/14.10, 13.50/20.10 e 19.50/8.10. Il che comporta un costo non indifferente per le casse dell’Asl Salerno. Ora, poiché è nelle facoltà della dirigente responsabile rifiutare le richieste di ferie per esigenze di servizio perché nel caso specifico si è consentito a quattro infermieri su sei di assentarsi dal lavoro? Mistero. E ancora, c’è un’infermiera che dopo un periodo di assenza rientra in servizio e viene assegnata esclusivamente ai turni di mattina e pomeriggio, con esenzione delle notti. Logica vorrebbe che, in virtù di questa agevolazione, la signora debba effettuare esclusivamente le ore ordinarie. E invece nei giorni 10 e 24 giugno 2018, due domeniche, viene assegnata a turni straordinari, ovviamente sempre di mattina. Inutile dire che lo straordinario festivo per l’azienda ha un costo ancora più elevato. Ma leggendo le carte viene fuori di tutto. Emblematico il caso di un’infermiera che beneficia dei permessi della legge 104 perché deve assistere un parente in condizioni di infermità o disabilità. Ebbene, dai registri risulta che le 18 ore settimanali di giusto permesso vengono poi conteggiate come straordinario ad alcune colleghe e la stessa professionista, quando non è in regime di 104, effettua a sua volta lavoro pagato extra. Con il risultato di appensantire in maniera incredibile il bilancio dell’Asl Salerno. Quando, invece, basterebbe una diversa gestione dei turni, o l’assegnazione dell’infermiera beneficiaria della 104 a un reparto dove i suoi permessi non determinano esigenze di ricorso allo straordinario, per risparmiare migliaia di euro l’anno. Infine il caso di un infermiere assegnato pro tempore al Psaut e proveniente dalla Medicina Legale. Causa smonto alle 14.10 il malcapitato non riusciva ad arrivare in tempo per inizio turno e si presentava a via Vernieri alle 14.30. Risultato? Le infermiere che erano di smonto si sono fatte concedere, per ogni cambio turno, un’ora di straordinario dalla dirigente. Quando, per esigenze contingenti, il responsabile avrebbe potuto agire diversamente.

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