I militanti scrivono al leader Salvini: “Non siamo nè servi né schiavi di nessuno”

di Erika Noschese

“La provincia di Salerno non è nè serva nè schiava di nessuno”. E’ questo, in sintesi, il pensiero di molti militanti leghisti di Salerno che, dopo le nomine avvenute nei giorni scorsi (coordinamento provinciale soprattutto), hanno deciso di scrivere al loro leader Matteo Salvini. “Siamo stati mortificati per l’ennesima volta, viene meno la politica alla quale abbiamo creduto e portato avanti per anni, quella territoriale – scrivono ancora i militanti – A Salerno non esiste meritocrazia, non accettiamo un ex Rettore che possa gestire le regionali con il nostro Collegio, dopo chi ha appoggiato per poi approdare in Lega, non accettiamo per l’ennesima volta un napoletano che non conosce nemmeno i problemi territoriali di Portici. I voti di Salerno vanno a Salerno. Non soccomberemo senza lottare per ciò che la Lega ci deve”. Una presa di posizione che non lascia spazio a dubbi o fraintendimenti: la nomina di Nicholas Esposito a coordinatore provinciale e quella di Aurelio Tommasetti a responsabile del programma elettorale in occasione delle prossime regionali, entrambe decise dal coordinatore regionale Nicola Molteni, non sono state apprezzate né condivise dai militanti di Salerno. Molti infatti sembrano essere pronti a “boicottare” le prossime regionali, non concedendo il voto alla Lega. Parole forti sono state pronunciate anche da Vincenzo Albano, 47enne di Eboli, fondatore di uno dei primi circoli Noi con Salvini nel lontano 2015 e già vice coordinatore provinciale: “Rabbia e sconcerto all’indomani delle nomine dei coordinatori e responsabili della Lega per la Campania e Salerno in vista della prossima tornata elettorale. Con una logica non condivisa dalla base del movimento, si è premiata Napoli, ed i napoletani, conferendo una leadersheep non suffragata da riscontri elettorali recenti o passati dal momento che in quei luoghi la Lega è da sempre ai minimi regionali», ha dichiarato Albano secondo cui i salernitani sarebbero stati completamente isolati e messi da parte. «Un colpo basso che compromette quanto di buono è stato fatto sinora e smentisce le stesse dichiarazioni di Salvini che, presentando Molteni a Napoli, promise che sarebbero stati rispettati i territori tenendo conto degli attivisti di riferimento – ha dichiarato ancora il militante – Da qualche parte si pensa alle bandierine e non a radicare il partito sul territorio. Senza voler portare la questione sul piano personale, vorrei sapere quale valenza può avere la nomina di un giovanissimo napoletano a coordinatore per Salerno e provincia. Questa logica mortifica Salerno ed i salernitani, smorza sul nascere ogni entusiasmo e in questo momento centinaia di iscritti e simpatizzanti sono in fibrillazione perché vedono in questa situazione il vecchio modo di fare politica, retaggio della Prima Repubblica». I militanti della Lega di Salerno sembrano dunque disposti a tutto pur di veder riconsciuto il loro impegno sul territorio. Non resta che attendere e vedere se il Capitano ascolterà le loro istanze e, di conseguenza, apporterà cambi al vertice