“I miei 35 anni di esperienza a disposizione dei cittadini campani”

Scritto da , 8 Settembre 2020
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“La politica deve dare un segnale”. Antonello di Cerbo non ha dubbi, la sua candidatura al consiglio regionale della Campania con il Psi, altro non è che un mettere al servizio dei cittadini campani la sua esperienza in quattro settori che lui definisce le “sue gambe”: welfare, sanità, terzo settore e sport. Ben 35 anni di servizio gli hanno permesso di raggiungere un’esperienza tale da voler donare a Palazzo Santa Lucia. Donare, sì, perchè – già prima della presentazione delle liste – Di Cerbo, esponente di spicco del terzo settore e punto di riferimento della struttura Rete Solidale, ha firmato un atto notarile, registrato presso il tribunale di Salerno perchè, in caso di vittoria, rinuncia all’indennità da consigliere regionale. I suoi soldi, infatti, saranno a disposizione di start up giovanili perchè, ha detto, “bisogna dare un segnale forte e questo segnale deve partire dalla politica”. Candidato ufficialmente al consiglio regionale della Campania con il Psi, ha già ben chiaro il suo programma elettorale. Che aria si respira in questi giorni? “E’una campagna elettorale atipica, mai vissuta. Io ne ho fatte tante di campagne elettorali, dietro le quinte, da organizzatore, ma questa veramente ha superato il clima, fare una campagna elettorale a Ferragosto, con questo virus che non si sa bene cosa succede il giorno dopo. E’ veramente complicato andare in giro, chiedere il voto, al di là del momento socio economico molto particolare”. In questa fase emergenziale ci sono una serie di norme che vanno rispettate e che, inevitabilmente, portano a ridurre il contatto diretto con gli elettori. Quanto è importante, secondo lei, il contatto diretto con l’elettore? Crede che questo possa penalizzare gli elettori? “A me aiutano molto i social, penso come tutti i colleghi candidati ma tenga presente che la campagna elettorale per le regionali è in assoluto la più complicata, la più difficile perchè si articola su 158 comuni; la nostra è una delle province più grandi d’Italia ed è veramente complicato. Io sono stato avvantaggiato, forse, perchè sono partito il giorno dopo l’Epifania: dal 7 gennaio già ero operativo con gli incontri, ho messo un po’ di benzina nel serbatoio e quando si è bloccato tutto avevo un bel pacchetto di incontri. Adesso, post virus – fase 3, come io la chiamo – abbiamo ripreso i rapporti consolidati, conosciuto nuovi amici. Tenga presente che la campagna elettorale, per chi fa politica inizia lunedì (ieri per chi legge ndr) fino al 20 quando ci sarà lo sprint finale, come una corsa di bicicletta”. Tra i suoi punti del programma elettorale, che abbraccia welfare, sport e terzo settore, quale le sta particolarmente a cuore e da dove intende partire? “Io, quando ho accettato la candidatura, ho chiesto di poter dare un contributo su quello che so fare. Durante la mia campagna elettorale non ho fatto promesse, ho raccontato quello che ho realizzato con mia moglie Carmen Guarino e tutta l’organizzazione di Rete Solidale. Le cose che so fare e a cui tengo, le definisco le mie gambe, sono 4: sport, sanità, welfare e la progettazione europea. Penso che in 35 anni, su questi 4 temi e senza presunzione alcuna, abbiamo sempre fatto cose di alto livello e spero che questo contributo di conoscenza e competenza io possa portarlo all’interno di un ente, diventato straordinariamente importante, come le Regioni”. Il governatore De Luca ha presentato il nuovo Palazzetto dello Sport a Salerno. E proprio lo sport è uno dei suoi cavalli di battaglia. Pensa possa essere una struttura valida per i tanti sportivi della città capoluogo? “Io spero soprattutto che si faccia. Lo sport, per una serie di situazioni paradossali, ha sempre sofferto, nella nostra provincia. Noi adesso dobbiamo concentrarci e mettere, con tutte le nostre energie, nell’agenda del governatore della Campania per i prossimi 5 anni perchè che Vincenzo De Luca vinca le elezioni è un dato acquisito, il tema dello sport. Ci sono, al di là del Palazzetto, moltissime società come il nuoto, l’hockey su rotelle, il judo, karate, taekwondo, pallavolo, basket, che non hanno strutture in cui allenarsi; con questa riapertura delle scuole non è assolutamente scontato che riaprano le palestre comunali all’interno delle scuole e questo è il vero dramma della ripresa dello sport”. Lei ha rimesso al centro dell’agenda politica tematiche di cui si parla sempre troppo poco. Quali sono, in questo senso, le maggiori richieste avanzate dai cittadini? “La sicurezza sanitaria. I cittadini, quando vanno in ospedale, non vogliono aspettare fino ad otto ore per un codice giallo, chiedono di poter fare una tac o una risonanza senza pagare il ticket intero perchè il tetto di spesa del centro accreditato è arrivato al limite della disponibilità economica. Io prima ho parlato di sicurezza sanitaria, come candidato politico, vorrei precisare che se non smettiamo di tenere separati il mondo della sanità e quello welfare non andiamo da nessuna parte. Una Regione modello come l’Emilia Romagna parla di socio sanitario da 25 anni, non esiste più la competenza sanitaria e mi riferisco a problematiche serie quali invalidità, anziani. Non si può parlare più di sanità, non si può rispondere solo con la “sanitarizzazione” di un problema, bisogna andare oltre. Dopo il momento acuto del ricovero, dell’ospedalizzazione c’è bisogno del momento dell’assistenza, dell’organizzazione riabilitativa. Questo pezzo manca drammaticamente e noi dobbiamo far capire con tutte le nostre forze al governatore di lavorare in ambito socio sanitario”. Al di là del risultato, da dove riparte Di Cerbo all’indomani delle elezioni? “E’ un momento di passaggio, io faccio tutt’altra attività e mi considero un tecnico prestato a questa candidatura per le mie competenze; anzi, probabilmente mi è stato chiesto di candidarmi perchè ho dimostrato di saper fare le cose che faccio ma a me non cambia nulla. Se vengo eletto ci sarà un ulteriore impegno, se non vengo eletto – dal 22 settembre – abbiamo già sei progetti importanti da fare in Regione Campania e io seguirò questi progetti”. Di quali progetti si tratta? “L’altro giorno abbiamo inaugurato la prima struttura in Campania del Dopo di noi, a Pontecagnano; il 12 settembre abbiamo l’inaugurazione di un centro socio educativo, a Mercato San Severino, a servizio di tutta la Valle dell’Irno e stiamo lavorando per un progetto integrato sull’assistenza domiciliare, senza dimenticare che abbiamo la terza tappa di serie A e la final six di ginnastica artistica. Siamo campioni d’Italia da due anni consecutivi e può darsi che riusciamo a fare la tripletta”. Ancor prima della candidatura ha firmato un atto notarile in cui dichiara di rinunciare all’indennità da consigliere regionale… “Questa non è una promessa. Io sono andato da un notaio, ho fatto un atto privato e l’ho registrato al tribunale. Le promesse le facciamo fare ai candidati di professione, senza polemiche o demagogia. Io non ho bisogno dei 13mila euro al mese che prende un consigliere regionale. In questo momento di crisi bisogna tornare all’etica morale della politica. Io lavoro, sto bene, ho una famiglia straordinaria, non mi manca nulla e il mio bottino, che supera i 600mila euro perchè tanto prende un consiglio regionale, lo metto a disposizione di start up giovanili della provincia di Salerno che hanno bellissime idee ma non hanno i soldi né per avviare un progetto nè la struttura per fare un fondo europeo come bando o un fondo regionale sociale.

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