I due forni dell’Udc, Ferrara guarda De Luca

Scritto da , 10 Luglio 2013
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di Andrea Pellegrino Ormai sono separati in casa ma con un unico obiettivo: ricollocarsi al più presto. Sicuramente l’imbarazzo dell’Udc salernitano è alle stelle. E soprattutto all’indomani di quel che è accaduto in aula consiliare. Qui è bastato poco per accendere la miccia tra Salvatore Gagliano e Paky Memoli. Il caso di Gagliano, attualmente ancora spaesato tra l’Udc (di cui è ancora capogruppo) e l’adesione al movimento della Polverini che dovrebbe portarlo dritto al Pdl ha acceso gli animi già tesi all’interno di un gruppo politico ormai quasi tutto smembrato. E lo scontro non ha risparmiato lo scambio di dure accuse con la Memoli, proseguite anche fuori dall’aula a suon di comunicati stampa. L’ultimo è di Gagliano inviato ieri con il quale annuncia o meglio ribadisce che non abbandonerà il gruppo consiliare. Ma tra i due che litigano c’è sempre un terzo che “gode”. Almeno secondo il proverbio. Ai più attenti osservatori non è passato indifferente il comportamento del terzo uomo Udc in aula consiliare: Alessandro Ferrara. Oltre alla consueta astensione, a quanto pare Ferrara sembra essere rimasto semplice ascoltatore della lite politica tra Gagliano e Memoli. Il consigliere, infatti, sembra non abbia mosso un dito né prima, né dopo, né durante. Che abbia un certo feeling politico con il sindaco De Luca ormai è cosa acclarata ma in molti sostengono che ci sia anche un accordo elettorale. L’Udc, almeno a Salerno e se resisterà, con il Pdl non ci andrà e neppure con i Fratelli d’Italia. Unica alternativa, dunque, Vincenzo De Luca. Così si dice che potrebbero rappresentare un valido sostegno alla candidatura di De Luca governatore o di De Luca sindaco. E Ferrara in questa partita sembra che giochi un ruolo da protagonista, semmai anche proiettato verso Palazzo Santa Lucia. Intanto Gagliano replica a Memoli e sembra che non abbia nessuna intenzione di lasciare il gruppo consiliare. «I dirigenti dell’Udc mi hanno cercato e non certo sono stato io ad offrirmi, da Casini a Cesa, da De Mita a Cobellis, tutti mi hanno pressato affinché fossi il candidato sindaco dell’Udc e mai ho voluto firmare la tessera del partito. Quindi: dimettermi da cosa? La difficilissima battaglia al Comune di Salerno l’ho fatta da solo unitamente ai candidati della lista, ai quali devo rispetto e gratitudine. Fra questi di certo non c’era la signora Memoli, che si batteva per altri obiettivi». Memoli, infatti, era candidata nella lista “Alleanza per Salerno” promossa da Lello Ciccone. «Devo ammettere – conclude Gagliano – che l’amico Lello Ciccone aveva perfettamente ragione. Invito la signora Memoli a stare tranquilla, le arrabbiature politiche fanno molto male. Quando andare via lo deciderò solo ed esclusivamente io».

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