I dubbi sulla differenziata

Scritto da , 25 ottobre 2018
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di Andrea Pellegrino

Rifiuti a peso d’oro. La sintesi dei dati che sottopone Gianpaolo Lambiase è tutta qui. A Salerno si paga molto di più rispetto alle altre città per il servizio dei rifiuti. Insomma, numeri alla mano, qualcosa non va. E a prescindere dal non funzionamento del sito di compostaggio (chiuso da tempo e la cui riapertura è stata più volte annunciata ma mai ufficializzata), i dati sulla raccolta differenziata non tornano. Da anni si sbandierano cifre che fanno invidia perfino alle comuni più diligenti d’Italia. Numeri che superano il 60 per cento e perfino il 70 ai tempi di Vincenzo De Luca. I costi – analizzati ieri mattina dal gruppo consiliare “Salerno di Tutti” – dicono tutt’altra cosa. O meglio, delle due l’una: o la raccolta differenziata non serve a nulla oppure nel ciclo dei rifiuti e dello smaltimento c’è qualcosa (o più di qualcosa) che non va. Partiamo da un assunto. Anzi due. Il primo è che la raccolta differenziata costa di più. Basti pensare che per raggiungere le zone più alte o complicate di un territorio, occorrono mezzi e uomini in più, rispetto a quando si svuotavano i cassonetti per strada. Il secondo riguarda il sistema di raccolta nel centro cittadino. Non è difficile – soprattutto durante le ore del primo pomeriggio – ritrovarsi in coda a un compattatore che, per struttura, raccoglie esclusivamente indifferenziato. A Salerno poi c’è un sito, quello di Ostaglio, che durante le fasi emergenziali (da qualche mese costanti) raccoglie un po’ di tutto. D’altronde fu lo stesso Raffaele Cantone, nella relazione che ha smontato l’eccellenza del sito di compostaggio, a lanciare l’allarme sulla raccolta differenziata in città. Gli elevati costi sostenuti dall’impianto ex Daneco erano dovuti anche alle impurità riscontrate nel rifiuto in ingresso. Stessa condizione che potrebbe verificarsi oggi negli altri centri di raccolta e che potrebbe spiegare un costo esagerato per i cittadini salernitani. Raffrontando le due città messe in parallelo dal consigliere comunale Lambiase: a Salerno per una abitazione di 60 metri quadrati con due componenti si paga 290 euro all’anno; a Modena 177 euro. Una bella differenza che probabilmente andrebbe meglio spiegata ai contribuenti. Al di là delle percentuali che ogni tanto vengono sbandierate. Inoltre, con 614 unità impiegate, la città – utilizzando una frase ricorrente di Vincenzo De Luca, nelle sue vesti di governatore – dovrebbe essere messa a lucido. Invece, il proliferare di ratti in ogni angolo del territorio dice il contrario.

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