I dialoghi salernitani di Chick Corea

L’universo musicale del pianista riusciva ad incantare tutti, anche coloro i quali questo genere lo seguivano da lontano. Dall’arena del mare con Gary Burton, alle due performance al Ravello Festival, passando per uno straboccante concerto nell’atrio del duomo

 

Di Olga Chieffi

Erano in pochi all’Arena del Mare di oltre un trentennio fa a godere dell’incanto del pianoforte di Chick Corea in piano solo, per poi esplodere quando ritornò sullo stesso palco, in duo col vibrafono di Gary Burton. Un universo, quello del pianista, in cui tutti erano ammessi, anche a coloro i quali quella sera si erano trovati lì per caso. Un duo empatico quello con Burton, capace di spaziare in qualsiasi armonia, dalle bagattelle di Béla Bartòk, al latin, al Monk di “Four in one”. Quindi, il piano solo in uno straboccante quadriportico della cattedrale, ove ci ritrovammo seduti sul sarcofago del ratto di Arianna, ad ascoltare il pianista dal tocco netto e cristallino dei Children’s Songs, e la concentrazione, la leggerezza e l’originalità di quel viaggio musicale che portò al finale con Sicily e La Fiesta, attraverso composizioni in cui si fusero melodia, ritmo, soluzioni armoniche, arrangiamento, improvvisazione. Le ultime due apparizioni qui, nel salernitano, lo hanno visto sul palcoscenico del Ravello Festival, nel 2009 in duo con Stefano Bollani e nel 2014 con il bassista Stanley Clarke, per “The songs of return to forever”. I segnali sonori e visivi con i quali comunicava Corea, i momenti di ricerca faticosa e la gioia a ogni passaggio felice,  sono le basi per il  duo che è la celebrazione della cooperazione, del comune tendere verso un obiettivo artistico ed estetico superiore, mettendo al bando narcisismo e ogni prevaricazione sull’interlocutore, sia esso il musicista con cui si suona o il pubblico stesso. «Voglio ringraziare tutti coloro che durante il mio viaggio mi hanno aiutato. Mi auguro che coloro che hanno sentore di poter scrivere, suonare e fare performance lo facciano. Se non lo fate per voi stessi almeno fatelo per noi. Il mondo non solo ha bisogno di più artisti, è anche molto divertente» (Chick Corea).