Gustavo: «Salerno la mia nazionale»

Scritto da , 15 Gennaio 2013
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Avrà anche quella faccettina un po’ così che lo rende particolarmente simpatico ai tifosi. Però, numeri alla mano e radiomercato all’orecchio, lo vogliono  in tanti in serie B,  Gustavo la stima e l’affetto sembra meritarla davvero tutta. Perrone spesso lo bacchetta, anche per pungolarlo e farlo crescere, ma quando è chiamato in causa il brasiliano spesso è decisivo. Cinque gol non sono pochi per uno che nelle gerarchie non parte titolare ma capitalizza al massimo le opportunità concessegli. Quando manca Ginestra poi si esalta. Tre dei cinque gol li ha realizzati senza il cobra al fianco: con l’Hinterreggio, il Lamezia e ultimo il Chieti. Dopo 19 gare ha già superato il record personale: l’anno scorso con il Salerno Calcio si è fermato a quota 4 collezionando solo 16 presenze. Arrivato da un anno e messo in Italia, con parenti italiani a Cava de’ Tirreni, Gustavo resta legatissimo alla sua terra:?“A Salerno mi trovo bene e mi sono ambientato alla grande, però…”.?E forse anche per questo a Natale è stato in Brasile, facendo ritorno a Salerno solo il 2 gennaio, facendo un arrabbiare il tecnico Perrone:?“Sono andato a ricaricarmi” – ha dichiarato in sala stampa dopo il gol segnato contro il Chieti.?Ragazzo semplice, Gustavo ama il calcio ma non trascura lo studio. Fiero del suo 22 all’esame di logica e teorica del linguaggio si rammarica per non poter seguire i corsi, come fanno i suoi coetanei, a causa degli allenamenti. Ma è proprio l’università che gli ha spalancato le porte per una prima esperienza azzurra. Lo stage con la nazionale universitaria lo ha reso felice e talmente spensierato che non si è certo posto il problema: doppio passaporto, se dovesse arrivare la chiamata, cosa sceglierebbe Gustavo? “Non ci penso, vediamo cosa arriverà, per il momento penso solo alla Salernitana”. Ma i prossimi mondiali si giocheranno proprio in Brasile e allora al pensiero di una chiamata di Scolari, alza gli occhi al cielo, non risponde e sorride, proprio con quella faccettina lì che lo ha reso simpatico, popolare e goleador.

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