Grimaldi: “Snellire i procedimenti burocratici”

Carattere schivo ma deciso. Pratico e vecchio stampo, di quelli capaci di sporcarsi le mani con la calce per seguire direttamente sui cantieri i lavori. Un imprenditore edile di vecchio stampo Angelo Grimaldi, presidente Unaco, che al passo con i tempi non dimentica quelle che sono le peculiarità di un settore che vive una profonda crisi già da qualche anno. Un settore che, però, potrebbe avere un’impennata a breve, per quella che potrebbe essere una nuova primavera per l’intero comparto. «Di là dei rapporti dell’Istat che afferma che nel quadro economico globale italiano il 40% totale delle imprese sono a rischio di chiusura, qualcosa potrebbe muoversi nel nostro settore. – afferma il presidente Grimaldi nonché socio di FederCom Tur – Ci potrebbero essere ben 14 miliardi di lavori sul fronte edile che potrebbe mettere in moto decisamente tutto il comparto e dare un impulso concreto all’economia non solo locale ma addirittura nazionale». Una notizia positiva, che molti stanno attendendo e che possa essere attuabile. Prevista dal decreto poi convertito in legge lo scorso 18 Luglio, si punterà decisamente su quelli che sono i crediti fiscali per potenziare gli immobili privati. «Attendiamo le disposizioni delle linee guida, comprese quelle dell’Agenzia delle Entrate. – riprende Grimaldi – Un passo avanti che è stato già fatto in tempi sospetti per alcune zone del nostro Paese interessato in particolare da eventi naturali come il sisma per la ricostruzione. Questa volta sarà a livello nazionale. Ci sarà un movimento di crediti fiscali di circa 14 miliardi di euro che saranno utilizzati per efficientare gli immobili dei privati in Italia. Ritengo che questa misura, se dovesse essere messa a regime ordinario si potrebbe avviare a quello che un processo di autoalimenterebbe delle stesse aziende. Perché così facendo le stesse imprese fatturerebbero di più con conseguenti maggiori imposte con ricadute benefiche sul Pil. Pensi che tutto questo potrebbe muovere qualcosa come 50- 60 miliardi tra l’edilizia e l’indotto generando appunto quelle imposte che per lo stato sarebbe una vera e propria manna dal cielo con conseguenze benefiche sulla stessa economia nazionale». Tutto ruota, dunque, su Ecobonus, Sismabonus e Superbonus sull’efficientamento energetico degli immobili. «Ma tutto è possibile anche con un necessario snellimento dei procedimenti burocratici. – puntualizza – Senza, sarebbe ancora difficile lavorare». Nel frattempo, qualcosa è cambiato su un punto che l’ha visto in prima linea sulla famigerata circolare Inail che riversava sugli imprenditori anche le responsabilità penali di eventuali contagi. «Hanno tranquillizzato le aziende apportando delle piccole modifiche. – afferma – Hanno riconosciuto, anche se non in modo eclatante di aver commesso un piccolo errore, modificando con piccoli accorgimenti la circolare. Se vogliamo, un risultato ottenuto da noi di Unaco, che tra i primi, avevamo sollevato seri dubbi sull’efficienza della circolare».