Gonfiava le sue buste paga: rischia il processo il dipendente infedele

Scritto da , 23 novembre 2017
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Pina Ferro

Avrebbe gonfiato, per ben otto anni, la sua busta paga attribuendosi spettanze non dovute. Con l’accusa di peculato e falsità materiale, il pubblico ministero Maria Chiara Minerva ha chiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno il rinvio a giudizio per l’ex dipendente “infedele” del Consorzio farmaceutico intercomunale. Tullio Tancredi, 44 anni, di Salerno. La richiesta del magistrato sarà valutata dal Gup Elisabetta Boccassini il prossimo 13 dicembre quando l’indagato, assistito da Marco Martello sarà in udienza. Era il giugno del 2016 quando i finanzieri, su ordine del gip, gli sequestrarono conti correnti e beni per un valore di 54mila euro, relativi agli ultimi tre anni. Secondo le indagini portate avanti dagli uomini delle Fiamme Gialle di Salerno, Tancredi attraverso uno escamotage si attribuiva spettanze non dovute.Era stato possibile attuare lo stratagemma perché l’ex dipendente al consorzio di via San Leonardo era incaricato di eseguire i bonifici per i pagamenti delle mensilità ai dipendenti. Pertanto aveva accesso ai conti della struttura intercomunale ed era a conoscenza delle credenziali per l’accesso online sui conti. Correggendo di volta in volta la sua busta paga, l’indagato è riuscito ad accreditarsi negli anni la ragguardevole cifra di 229mila euro. Il “buco” nei conti del Consorzio si è scoperto solo ad agosto di tre anni fa. Fu difficile per Tancredi, nascondere l’ammanco. A quantificarlo ci hanno pensato i finanzieri. Tancredi approfittando della sua posizione, alterava le cifre delle ricevute dei bonifici effettuati e le sottoponeva al direttore generale Romeo Nesi e al legale rappresentante del consorzio, Francesco Sorrentino, parti offese nel procedimento penale.

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