Giulia Iannone e il racconto del cavallo senza passato

Scritto da , 28 ottobre 2018
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L’autrice salernitana si è aggiudicata il secondo premio della sezione narrativa del Concorso Letterario Internazionale Idea Donna di San Benedetto del Tronto giunto alla sua X edizione

Di OLGA CHIEFFI

E’ indiscutibilmente una penna equestre quella della salernitana Giulia Iannone, che ha fatto del cavallo e del suo mondo a tutto tondo una scelta di vita. Agonismo, formazione, a cui da sempre ha affiancato una creatività letteraria e poetica di grande spessore, che è stata premiata in diverse occasioni Giulia ha ottenuto il secondo posto, con un racconto dedicato al suo cavallo Figaro, nella sezione narrativa del Concorso Letterario Internazionale Idea Donna che ha sede in San Benedetto del Tronto, giunto alla sua decima edizione. La prestigiosa giuria, composta da Floredana De Felicibus, Arcangela Contessa, Anna Maria Vitale, Daniela Bruni, Cristian Belloni, ha intuito l’oro di questo breve racconto, nato da un’esperienza, da un sogno, da un’immagine, dall’associazione casuale di due colori. Un titolo significativo “La ragazza dal cavallo senza passato”, che ruota intorno alla memoria, mentre la ragazza e il cavallo si rincorrono tra le pagineuno scavo, condotto con grande rigore etico, tra le macerie non tanto reali, quanto morali e psicologiche, che si dividono tra un misterioso e difficile passato e un presente non meno agevole perché ancora in cerca di  veritiere risposte.

O.C. Giulia, come nasce il racconto?

G.I“ E’ una storia autobiografica, realmente accaduta che ancora non ha il suo finale perché è ancora da scrivere compiutamente. Sto cercando di diventare istruttore di dressage e per farlo è necessario avere un cavallo personale per intraprendere la carriera agonistica di un certo livello tecnico. Ecco, la storia prende avvio dalla ricerca infinitamente lunga e vana e difficile. All’improvviso, per sorte o per destino o come messaggio dal cielo, la protagonista del racconto trova il compagno a quattro gambe con cui far partire il progetto di crescita equestre, l’unico problema è che il cavallo ha il mantello di colore pezzato, insolito per l’arena dressage, non se ne conosce il passato, e non ha preparazione tecnica precisa. E’ avvolto dal mistero, dalla diversità di aspetto ed è confuso, sperduto, smarrito, sfiduciato, demotivato dalle fase alterne della vita. Ed è così che nasce la narrazione: da un incontro speciale ed all’apparenza inadatto allo scopo. Ma dato che l’aspetto esteriore non conta realmente , i due protagonisti ragazza e cavallo scoprono, nella propria imperfezione, di essere esattamente identici nel carattere, nella forza di personalità, nella voglia di rimescolare le carte e proiettarsi verso il domani con nuova energia determinazione e rinnovamento”

O.C. Il racconto quali tematiche porta alla ribalta?

G.I. “ Il tema della diversità: esteriore, di razza, di pensiero, di cultura, di sensibilità; la storia dei deboli e di quelli che sono dimenticati ed emarginati dalla vita e dalla società, di quelli che si smarriscono, che si perdono, quelli su cui nessuno ha investito tempo ed entusiasmo, su cui nessuno conta perché umili di cuore e di spirito e non arroganti, che alla fine cedono alle alterne vicende della vita, di quelli che grazie ad un incontro speciale fatto di amicizia, amore puro, spirito di sacrificio, rispetto, ammirazione, scoprono di avere talento, attitudine e capacità ed emergono dalle nebbie e dall’oblio, ecco la storia è la narrazione di un nuovo sogno e lotta verso una vera vita senza più solo ombre verso una nuova luce concettuale spirituale esistenziale, insegnata dallo sport anzi dalla disciplina equestre del dressage. L’equitazione compie sempre una magia: si pensa di prendere un cavallo e farlo crescere, ma in realtà tutti coloro che lavorano attorno al divin destriero cambiano, crescono, migliorano, si mettono in discussione, affinano lo spirito l’anima ed il cuore”.

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