Gestione del sito di compostaggio avviso di conclusione indagine per Cariello e altre cinque persone

Scritto da , 15 Febbraio 2021
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di Pina Ferro

Gestione dell’impianto di compostaggio di Eboli, avviso di conclusione indagini per sei persone. L’atto è stato notificato all’allora sindaco Massimo Cariello, all’’ex dirigente comunale Rosario La Corte, oggi in pensione, e gli imprenditori Gianni Gallozzi ed Angelo De Gregorio, rispettivamente rappresentante con procura speciale e delegato ambientale della società “Ladurner srl” di Bolzano, affidataria della gestione dei rifiuti nell’impianto, a Simone Paoli procuratore speciale della società “Ladurner srl”, Andrea Silvestri legale rappresentante e amministratore unico della società “Ladurner srl”. L’impianto di compostaggio in questione era stato anche posto sotto sequestro da parte della Magistratura. L’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Maria Carmela Polito. Diverse le contestazioni mosse a carico dei destinatari dell’avviso di conclusione indagine. A causa dell’irregolare gestione del sito erano state riscontrate emissioni odorigene nauseabonde e moleste. La triturazione dei rifiuti biodegradabili avveniva veniva effettuata sul piazzale esterno per poi essere spostati sotto la tettoia. Il magistrato sottolinea anche che le griglie di raccolta delle acque piovane presenti nell’area e le caditoie per la raccolta del percolato ubicate nella cunetta prospiciente la tettoia di stoccaggio dei rifiuti erano ostruite da materiali con conseguente ristagno del percolato. Inoltre, sempre dai sopralluoghi effettuati fu accertato che le aree di deposito destinate a contenere i rifiuti classificati con Cet 20 02 01 e Cer 13 12 12 erano colme e al limite della loro capacità. I rifiuti erano trasbordanti e invadevano l’area dove era depositato il compost. Ancora, i rifiuti Cet 19 12 12 provenienti dall’impianto di vagliatura erano depositati in area non coperta, , non erano confinati ed erano esposti agli agenti atmosferici. Presso l’impianto vi era una quantità di rifiuti notevolmente maggiori rispetto a quelli autorizzati . Infine il magistrato titolare dell’inchiesta sottolinea che durante le operazioni di movimentazione dei rifiuti tra le varie strutture dell’impianto viene effettuata sistematicamente la prolungata e permanente apertura dei portelloni del capannone di prima maturazione e della tettoia di seconda maturazione, in violazione della prescrizione contenuta nel provvedimento numero 2020.0554327 dek 23/11/2020 della Regione Campania che tra l’altro prescrive proprio di “mantenere sempre chiuse le aperture del capannone centrale eccezione del tempo necessario per lo spostamento di materiale all’esterno di esso. Gli indagati ora hanno a disposizione venti giorni di tempo per essere sentiti dal magistrato o per presentare memorie difensive, successivamenre il sostituto procuratore inoltrerà al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio.

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